Prestito per ristrutturazione: come funziona, richiesta online

Ultimo aggiornamento 27/07/2020 di Giuseppe Rossetti

Con il passare degli anni anche la casa costruita con i materiali migliori necessità di qualche ritocco per tornare ad essere funzionale. Se ti trovi in questa situazione e non hai liquidità per pagare i lavori allora quello che ti serve è un prestito per ristrutturazione. Si tratta – in sostanza – di un finanziamento appositamente strutturato per fronteggiare questa tipologia di spesa. Prevede tassi bassi ed un lungo periodo per la sua restituzione.

Chiedere un finanziamento di questo tipo è sicuramente per effettuare i lavori è la scelta migliore. Non di rado infatti è possibile usufruire di specifiche detrazioni fiscali che andranno a ripagarti di buona parte del prestito.

Vediamo insieme come funzionano i prestiti o mutui ristrutturazione, come richiederli e quali sono le detrazioni fiscali disponibili.

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Come funziona

prestiti per ristrutturazione - progetto

I prestiti per la ristrutturazione sono finanziamenti in grado di coprire sino all’80% del valore che l’immobile avrà dopo la fine dei lavori.

Dunque si parte da una base di valore che rappresenta la stima di mercato della casa dopo i lavori di ammodernamento.

La valutazione viene effettuata da un perito di fiducia della banca. Con il sopralluogo quest’ultimo constata qual è il valore della casa e stimerà quale sarà quello dopo la ristrutturazione.

Quando una casa viene rimodernata, il suo valore di mercato sale, quindi se si ha un’immobile il cui valore è di 100 mila euro, a lavori terminati questo potrebbe essere 150 mila. Quindi la banca in base a questa stima concederà sino all’80% di 150 mila euro. 

Ma cosa succede se si ha già un mutuo attivo? In questo caso, la banca potrebbe scegliere di finanziare l’80% del valore per l’immobile.

Di solito essa concede un prestito in base alla rata mensile che puoi sostenere economicamente, basandosi sul tuo reddito annuale.

Se invece la casa non ha ipoteche ed è libera da vincoli non si avranno problemi ad ottenere l’80% del suo valore.

In entrambi i casi, il mutuo ristrutturazione può avere una durata che va dai 5 ai 30 anni, in base alla somma richiesta.

Questa tipologia di prestiti sono disponibili sia con tasso fisso, con tasso variabile e misto ovvero prima fisso e poi variabile. La scelta tra queste tre opzioni dipende molto dal mercato e dalle proprie preferenze.

Documenti richiesti

Come abbiamo accennato, per ottenere i prestiti per la ristrutturazione prima casa, o comunque per altri immobili è necessario fornire alla banca una specifica documentazione.  

Il primo documento richiesto dalla banca è un contratto di lavoro a tempo indeterminato o un reddito dimostrabile. Oltre ai documenti che certificano lo status finanziario e reddituale, bisogna provvedere anche a definire quale tipologia di manutenzione si andrà a svolgere sull’immobile. 

Ci sono tre tipi di ristrutturazioni che possono essere soggette a un prestito, queste sono:

  1. manutenzione straordinaria: richiede il preventivo dell’impresa o i preventivi dei vari professionisti che opereranno in casa. Servirà quindi il progetto edilizio e la domanda di inizio lavori che si intende presentare al Comune;
  2. manutenzione ordinaria: in questo caso i documenti richiesti prevedono solo il preventivo dell’impresa o dei professionisti che faranno i lavori di ammodernamento;
  3. ristrutturazione grandi opere: in questo caso servono tutti i documenti che abbiamo citato per la manutenzione straordinaria più il permesso di costruzione ed i pagamenti effettuati al Comune dei contributi necessari alle modifiche strutturali di un’immobile.

Infine, bisognerà pagare a parte e portare i documenti della perizia tecnica che viene svolta dal geometra o dall’ingegnere. In genere la perizia per la ristrutturazione ha un costo di circa 500 euro. 

Come viene erogato il prestito

I prestiti per ristrutturazione possono essere erogati in due modalità differenti. La prima prevede l’accredito dell’intero mutuo sul conto corrente del richiedente. Il secondo invece viene erogato seguendo lo stato di avanzamento dei lavori.

La maggior parte sceglie di acquisire l’intera somma del prestito immediatamente, la seconda soluzione però, si presenta più idonea nel caso di ristrutturazioni profonde come quelle previste nelle grandi opere. Infatti, per realizzare modifiche strutturali specifiche potrebbero volerci anche 12 o 24 mesi. Quindi si potrebbe gestire al meglio il denaro e ottenere i soldi nel momento in cui servono effettivamente per pagare l’impresa di costruzione. 

Da leggere: guida ai prestiti Findomestic

Prestiti per ristrutturazione: le detrazioni fiscali disponibili

Secondo la legge di Bilancio, tutti coloro che effettuano la ristrutturazione dell’immobile hanno la possibilità di usufruire di una detrazione fiscale sino al 50% del costo dei lavori.

Il bonus ristrutturazioni viene concesso per lavori che vanno da 10 mila euro sino a un massimo di 98 mila. Per richiedere la detrazione fiscale è necessario presentare le fatture e i pagamenti effettuati alla ditta di costruzione. I pagamenti possono essere effettuati anche mediante i soldi del prestito per la ristrutturazione. 

La detrazione non verrà ripagata immediatamente, ma questa prevede uno sconto dell’Irpef su un periodo limite di 10 anni. Quindi se hai speso 80 mila euro per la ristrutturazione otterrai 40 mila euro di detrazione fiscale, con un rimborso di 4000 mila euro all’anno per dieci anni.

Fino al 31 dicembre del 2021 invece è possibile usufruire della detrazione fiscale del 50% per tutti coloro che effettueranno opere di rimodernamento nelle zone a rischio sismico. La modalità di rimborso, anche in questo caso, avverrà mediante le detrazioni Irpef annuali.

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