Rimborso assicurazione cessione del quinto

Ultimo aggiornamento 16/07/2020 di Giuseppe Rossetti

Chi ha chiuso una cessione del quinto in anticipo rispetto ai termini prestabiliti può essere interessato a scoprire come può farsi restituire il premio assicurativo. Attenzione: lo stesso vale anche per chi la cessione l’ha appena rinegoziata. Vale la pena di sapere quali sono i passi da seguire per mettere in pratica la procedura.

Come funziona il rimborso assicurazione cessione del quinto

Rimborso assicurazione cessione del quinto

Le cessioni del quinto per legge hanno un’assicurazione che copre il rischio di perdita del lavoro e rischio vita. Il premio di queste polizze vengono pagate per intero prima che il finanziamento venga erogato.

Se il prestito viene rinegoziato o rimborsato in anticipo, il cliente ha diritto di riavere parte del costo pagato per l’assicurazione. Per essere più precisi, il premio non goduto dal momento che decade la ragione per la quale la polizza è stata sottoscritta.

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In teoria il rimborso dovrebbe essere garantito e questo senza che vi sia la necessità che il cliente inoltri una richiesta formale. Purtroppo però la realtà dei fatti suggerisce che in molte occasioni tale rimborso non viene concesso se non dietro richiesta del cliente.

La data di stipula delle coperture assicurative corrisponde alla data in cui il contratto di finanziamento è stato firmato. Prima del’1 diciembre del 2010, la legge non obbligava le compagnie a rimborsare l’assicurazione cessione del quinto. Ciò nonostante anche chi prima di tale data ha stipulato una polizza può chiedere il rimborso.

A partire dal primo dicembre del 2010, invece, le compagnie assicurative sono state obbligate a rimborsare l’assicurazione, restituendo la parte di premio non goduta.

A livello normativo, però, c’è un grave vuoto. La legge infatti non stabilisce in che modo il rimborso deve essere calcolato. Molte persone non sono a conoscenza di avere tale diritto, ma anche se ne sono consapevoli poi non sono in grado di farlo rispettare.

Come si calcola

Per conoscere in modo dettagliato le procedure da seguire per il calcolo del rimborso è necessario fare riferimento a una circolare diffusa nel 2015 dall’Ivass.

I dettagli per il calcolo del premio non goduto sono esplicati su contratti dei prestiti bancari. Allo stesso modo, dovrà essere indicato anche quali spese amministrative non possono venire rimborsate.

Ciò che più interessa, in ogni caso, è che queste regole devono essere considerate retroattive. In altri termini valgono e possono essere applicate a tutte le circostanze, inclusi i finanziamenti che sono stati estinti prima del primo dicembre del 2010. Per i contratti di cessione del quinto già estinti non è stato previsto alcun limite di anzianità.

Cosa fare se non si riesce a ottenere il rimborso

Sono molto sporadiche le situazioni in cui le compagnie decidono di operare il rimborso in modo spontaneo. Per sopperire a tale mancanza è sufficiente inoltrare una domanda scritta, tramite raccomandata o con posta elettronica certificata.

Anche l’Arbitrato di Banca d’Italia si è espresso in merito, con una serie di decisioni che hanno indicato l’obbligo di rimborso. Questo vale anche per chi ha stipulato una polizza assicurativa prima della data in cui è stata introdotta la nuova legge.

Se nel primo contratto non sono indicate in modo chiaro le modalità da rispettare per il calcolo del rimborso, il computo sarà proporzionale al periodo di tempo che è passato tra la data di estinzione anticipata e la data che il piano di ammortamento iniziale prevedeva.

In alcuni casi, tuttavia, potrebbe succedere che la compagnia si rifiuti di provvedere al rimborso. In tali situazioni è opportuno inviare alla compagnia, sempre tramite raccomandata o posta elettronica certificata, una lettera di reclamo.

Nell’eventualità in cui anche dopo la lettera di reclamo non vengono soddisfatte le richieste presentate bisogna agire per rimediare. Se dopo 45 giorni non giunge alcuna risposta alle lamentele, si può fare riferimento al modulo di segnalazione. Tale modello viene messo a disposizione dall’Ivass nella sezione dedicata ai reclami del medesimo sito.

Il modulo deve essere stampato e compilato in ogni sua parte, per poi essere inviato all’indirizzo di posta elettronica certificata tutela.consumatore@pec.ivass.it.

In alternativa lo si può inviare tramite raccomandata all’indirizzo Ivass Servizio Tutela del Consumatore Via del Quirinale 21 00187 Roma. La risposta dell’Ivass arriverà entro 90 giorni.

Tale procedura è del tutto gratuita, anche nel caso in cui venga fornita una risposta negativa e non comporta rischi legali di alcun genere. Se il reclamo viene accettato, la compagnia assicurativa deve obbligatoriamente effettuare il rimborso.

Per essere certi di usufruire del rimborso a cui si ha diritto, è indispensabile specificare nel reclamo che, in caso di mancata risposta o diniego si procederà a presentare un ricorso all’Ivass.

Al consumatore, poi, viene proposto un modulo per ottenere il rimborso. Per evitare malintesi occorre che sia riportato in modo esplicito l’importo da rimborsare.

Il rimborso per i contratti più vecchi.

Non è raro che gli istituti di credito ricorrano a modalità di rimborso che si rivelano in parte o del tutto sleali nei confronti della clientela.

A volte, per esempio, le finanziarie chiamano i clienti che hanno già estinto la cessione del quinto in anticipo informandoli del fatto che per le vecchie pratiche possono ottenere un rimborso.

In realtà si tratta di una forma fittizia di rimborso volontario che ha lo scopo di pagare al consumatore unicamente una parte dell’importo intero a cui avrebbe diritto.

Il fatto è che i consumatori non possono essere consapevoli del fatto che le finanziarie hanno trattenuto, oltre al premio assicurativo, delle somme non dovute e dunque sono indotti a firmare la liberatoria tramite cui ottengono un rimborso inferiore a quello che spetterebbe loro. Prima di firmare, quindi, è sempre opportuno:

  • informarsi sui propri diritti;
  • leggere bene ogni contratto;
  • verificare che siano indicate le cifre corrette.

Soprattutto per i contratti che sono stati firmati prima del 1 dicembre del 2010 sono stati segnalati casi che presentavano anomalie molto gravi, ai limite dell’usura.

Nel caso in cui si nutrono dubbi, non c’è soluzione più indicata che quella di rivolgersi a un’associazione a tutela dei consumatori. In alternativa, si può fare riferimento direttamente all’Ivass, così da essere certi di comportarsi in modo lecito e di non essere vittime di tentate truffe.

Conclusioni

In sintesi, la legge è dalla parte dei consumatori che hanno intenzione di richiedere il rimborso assicurazione cessione del quinto, anche se non di rado le compagnie assicurative tendono a fare orecchie da mercante in proposito. Essere consapevoli dei propri diritti e soprattutto del modo in cui si deve agire per farli valere, è indispensabile per non farsi ingannare.

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