Finanziamento non pagato: cosa succede, quali le conseguenze? C’è prescrizione?

Ultimo aggiornamento di Giuseppe Rossetti

Finanziamento non pagato, cosa succede dopo? Esiste prescrizione? Queste sono le domande che non vorremmo mai doverci fare ma che alle volte – causa di forza maggiore – siamo costretti a porci. In quel caso trovare la risposta diventa il primo passo per affrontare la situazione in modo razionale, senza andare nel panico.

In questo articolo, ti spiegherò in modo semplice cosa succede se non paghi le rate del prestito.

Non solo, ti indicherò alcune soluzioni da adottare per prendere tempo o meglio ancora se ve ne sono i presupposti, risolvere il problema. Quindi su con il morale! Ogni problema se preso in tempo e gestito correttamente può essere affrontato o posticipato in attesa di trovarne la soluzione. Sei pronto a iniziare questo percorso? Ok, andiamo!

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Fase uno: Finanziamento non pagato invio avviso di mancato pagamento

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Quando la rata di un finanziamento non viene pagata, dopo circa 15 – 20 giorni l’ente creditizio invia un sollecito. Nella lettera viene indicata una scadenza entro cui provvedere a saldare quanto dovuto onde evitare l’addebito degli interessi di mora.

Se nonostante il sollecito si continua a non effettuare il pagamento, seguono altri due solleciti. In genere su questi ultimi sono indicati gli interessi di mora ed i costi di gestione dell’insoluto.

Fase due: segnalazione centrale rischi

Se nonostante i solleciti, la posizione debitoria non viene regolarizzata a quel punto la conseguenza l’invio della segnalazione alla centrale rischi. In sostanza vengono registrati nella banca dati i mancati pagamenti e si finisce quindi in una sorta di lista nera dei “cattivi pagatori“.

La conseguenza principale della segnalazione alla centrale rischi è il diniego dell’accesso a nuovi prestiti nel momento in cui se ne farà richiesta. Ottenere un nuovo prestito sarà davvero un’impresa ardua.

La segnalazione rimane attiva per un periodo che varia dai 12 ai 36 mesi. In base alla gravità dell’inadempienza questa rimarrà attiva per un dato periodo di tempo.

I ritardi di una o due rate portano alla conservazione della segnalazione negativa per 12 mesi. I ritardi di 3 o più rate avranno una segnalazione della durata di 24 mesi. Infine i finanziamenti non pagati e quindi con gravi morosità prevedono una segnalazione della durata di 36 mesi. 

Attenzione! Evita assolutamente di arrivare alla segnalazione. Successivamente pur pagando le rate andate insolute si rimane iscritti come cattivi pagatori per 12, 24, 36 mesi a seconda del tempo di ritardo accumulato.

Da leggere: come cancellare in dati nel registro del CRIF

Infine, se il prestito è avvallato da un garante, l’ente creditizio coinvolgere anche quest’ultimo nell’intento di recuperare il credito.

Se non c’è un garante verso cui fare rivalsa il passo successivo sarà quello che vede la risoluzione del contratto.

Fase tre: risoluzione del contratto

Oltre che iscriverti nella lista dei cattivi pagatori – se non si regolarizza la posizione -, la banca procedere alla risoluzione unilaterale del contratto. Contemporaneamente a tale procedura – come vedremo nel dettaglio tra poco -, l’ente creditizio avvia la procedura per il recupero forzoso.

Arrivati a questo punto la situazione è critica in quanto – a meno che non si sia nullatenenti – si va incontro al pignoramento dei beni.

Ad ogni modo sì è ancora in tempo per rimediare se c’è disponibilità da parte dell’ente creditizio.

Fase quattro: il decreto ingiuntivo

Dopo la risoluzione del contratto, se non viene effettuato il pagamento richiesto, l’ente creditizio procederà per vie legali. A quel punto chiederà al legislatore avviare un’azione esecutiva: il decreto ingiuntivo.

Le conseguenze di un decreto ingiuntivo sono pesanti, il legislatore come prima azione dispone il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione.

Non solo, in alcuni casi – se ad esempio al momento non si ha un reddito da pignorare – il legislatore può disporre il pignoramento dei beni.

Finanziamento non pagato, cosa fare?

In un certo senso, questa è la parte più importante dell’articolo! Dopo aver chiarito cosa succede quando un finanziamento non viene pagato, vediamo cosa possiamo fare per gestire al meglio la situazione.

I consigli che seguono abbracciano la grande maggioranza di casi, la loro attuazione però è possibile se vi è un reddito.

Diversamente, se non si hanno entrate la prima cosa da fare è chiedere un aiuto economico a qualcuno che conosci.

L’obiettivo principale di breve termine è saldare la rata insoluta così da evitare la segnalazione al CRIF e avere più tempo per trovare altre soluzioni.

Fatta la premessa andiamo a vedere cosa si può fare di concreto per non essere travolti dagli eventi.

Anticipare l’invio della lettera di sollecito

Partiamo dall’inizio! Se si è saltata un singolo pagamento di una rata, la prima cosa da fare è chiamare la banca o la finanziaria. Bisogna avvisare che sei in difficoltà ma che si desidera mediare una soluzione che possa soddisfare entrambi.

Solitamente da parte di chi ha erogato il finanziamento c’è sempre disponibilità a concordare un piano di rientro. Per una duo o tre rate insolute non sarà un problema trovare un accordo.

Ad ogni modo meglio cercare di anticipare l’apertura della pratica di sollecito. Di fatto questo denota la tua buona volontà di mantenere fede agli impegni nonostante al momento si è impossibilitati a farlo. Questa predisposizione porterà probabilmente la banca ad accettare una richiesta di dilazione di pagamento o di soluzioni alternative studiate ad hoc.

Il consolidamento debiti

Se il mancato pagamento è conseguente ad un sovraindebitamento, la soluzione migliore la si ritrova nel prestito per consolidamento debiti.

Questo tipo di finanziamento ha come fine quello di abbassare l’ammontare della rata mensile allungando il periodo di tempo entro il quale restituire l’importo finanziato.

Ovviamente tale operazione è avallata dalla banca solo se sussistono ancora i requisiti di reddito e non si è già stati segnalati come cattivi pagatori.

Da leggere: recensione prestito per consolidamento debiti Findomestic

Finanziamento non pagato prescrizione

Il termine della prescrizione per un finanziamento non pagato è di 10 anni. In genere se non ci sono diverse segnalazioni questo è il periodo temporale per veder decadere non tutto il prestito in una unica soluzione ma bensì le singole rate.

Sì, si è capito bene, la prescrizione si applica alle singole rate, quindi dopo il decimo anno si avrà una prescrizione di una rata ogni mese.

Attenzione: tale prescrizione si attiva solo se l’ente erogante non ha inviato nell’arco dei 10 anni una richiesta scritta dove essa avanzava rivalsa sul credito esigibile.

Quindi per avere certezza di rientrare nella prescrizione occorre verificare che l’ultima comunicazione ufficiale ricevuta dalla finanziaria sia vecchia di almeno 10 anni.

Se invece si è ricevuta una diffida o una richiesta di pagamento entro i dieci anni la prescrizione non è attiva. Il prestito rimane esigibile e quindi si è soggetti ad ogni azione di rivalsa possibile.

Inutile dire che gli enti creditizi difficilmente mollano la presa e quindi meglio non sperare di ovviare al problema contando su questa remota possibilità. In sostanza i finanziamenti non pagati vanno in prescrizione molto raramente.

Conclusioni

Come abbiamo potuto constatare, un prestito non pagato – se non gestito in tempi utili – creare molti problemi. Ciò nonostante se c’è la determinazione e la volontà di rimediare le soluzioni non mancano.

La prima cosa utile da fare è contattare l’ente creditizio per concordare un piano di rientro ed evitare così la messa in mora. Questa azione, oltre ad evitare costi inutili, ci evita anche la segnalazione alla centrale rischi, cosa da evitare per le ragioni spiegate.

Abbiamo poi visto la soluzione ideale nel caso in cui ci si trovi in una posizione di sovra-indebitamento. Questa è una situazione molto comune che può essere gestita con un prestito per consolidamento debiti.

Se ci si trova in questa situazione è inutile posticipare un’azione correttiva, meglio prendere subito il controllo ed avviare le pratiche per il rifinanziamento del debito. Questo ci permetterà di evitare molti problemi e soprattutto permette di mantenere intatta la propria reputazione creditizia.

Infine come ultimo baluardo abbiamo parlato della prescrizione debiti finanziari. Come si è capito si tratta di una remota possibilità. Tale situazione può verificarsi solo se l’ente creditizio o chi per lui cessa di inviare comunicazioni ufficiali dove si richiede il pagamento del debito pregresso.

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