Tecnologia contactless: cos’è, come funziona, sicurezza e vulnerabilità

Ultimo aggiornamento 11/08/2020 di Giuseppe Rossetti

La tecnologia contactless, cioè senza contatto, prevede che le carte di pagamento a cui è applicata non debbano essere fisicamente inserite nei Pos, a differenza di quel che bisogna fare con le carte tradizionali, che sono munite di un microchip o di una banda magnetica: grazie alla tecnologia Rfid, infatti, è sufficiente che vengano avvicinate ai lettori per funzionare e consentire il pagamento.

Carta di pagamento con tecnologia contactless

Contactless: cosa è

La tecnologia contactless è un sistema di pagamento che si basa sulla Rfid, vale a dire l’identificazione a radio frequenza (in inglese, Radio Frequency IDentification). Essa permette di concludere transazioni senza che vi sia bisogno di introdurre nei Pos le carte di pagamento (carte di credito, carte prepagate, carte revolving) e senza che occorra digitare il Pin.

Questo tipo di tecnologia può essere integrato nelle consuete carte di credito, nelle carte multiservizi, nelle carte di debito oltre che nelle carte prepagate tradizionali.

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Per ogni pagamento contactless, gli istituti finanziari hanno stabilito una soglia massima pari a 25 euro: nel momento in cui questa cifra viene superata, è necessario digitare il Pin o firmare lo scontrino.

Come funziona

Il meccanismo di funzionamento della tecnologia contactless è molto facile: dopo che l’importo della transazione è stato digitato dall’esercente sullo schermo del lettore contactless, non bisogna fare altro che avvicinare al lettore la carta. A questo punto il lettore stesso produce un segnale acustico e luminoso che conferma che la carta è stata letta e che il pagamento è stato effettuato.

Quanto è sicura

La tecnologia contactless, almeno in teoria, promette sicurezza e semplicità. La pratica, però, dimostra una situazione differente e mette in evidenza tutta la vulnerabilità di questo sistema di pagamento. I dati di una carta contactless, infatti, possono essere copiati senza difficoltà da un malintenzionato grazie a dispositivi ad hoc (palmari dal costo di pochi euro che si trovano facilmente su Internet) e senza che il proprietario della carta se ne renda conto.

Come proteggere le carte contactless

Per proteggere le carte contactless sarebbe necessario tenerle all’interno di portafogli dotati di un rivestimento specifico con una lamina apposita o addirittura avvolgerle nella stagnola che si usa in cucina.

Chi si affida alla tecnologia contactless, in sostanza, deve prestare la massima attenzione alla protezione delle carte. Ovviamente, come per tutti i sistemi di pagamento anche in questo caso è indispensabile tenere al sicuro i dati delle carte. Alcuni siti web, tra i quali Amazon, non richiedono il codice CVV che si trova sul retro delle carte, con l’obiettivo di velocizzare le operazioni di pagamento: questo, però, può essere uno svantaggio dal punto di vista della sicurezza. Insomma, prendere le dovute precauzioni rispetto ai malintenzionati è un obbligo, ma ciò non vuol dire che ci si debba allarmare più del dovuto.

Conclusioni

La tecnologia contactless, in conclusione, pur essendo nata con lo scopo di rendere più rapide e più semplici le procedure di pagamento ha incontrato diversi dubbi e suscitato un certo scetticismo che, però, è da considerare infondato.

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