Come scegliere il piano di accumulo migliore (PAC)

Ultimo aggiornamento 16/07/2020 di Giuseppe Rossetti

Come scegliere il piano di accumulo migliore? Identificare il PAC più adatto alle tue esigenze è sempre una scelta difficile soprattutto quando non si è esperti in materia. Se ti trovi in questa situazione, allora questa è la guida che fa al caso tuo.

Per agevolarti nella ricerca e permetterti di trovare in autonomia il piano migliore ho selezionato alcuni punti cardine da tenere in considerazione. Considerando questi parametri sarà molto più semplice valutare i PAC proposti dalle banche e società finanziarie.

PAC: 4 punti per scegliere consapevolmente

Come scegliere il piano di accumulo migliore

Se desideri riuscire a individuare i PAC migliori in base alle tue esigenze ti consiglio sempre di fare una valutazione di quattro dei parametri. Questi possono aiutarti a scegliere con cognizione di causa. Tra le varie dinamiche che intercorrono in una buona decisione, ho scelto di focalizzare l’attenzione sui seguenti comportamenti valutativi:

  1. cercare i PAC con i costi di gestione più bassi. Naturalmente se questi saranno inferiori, nel tempo il ritorno dell’investimento potrebbe essere migliore rispetto ai contratti che propongono costi più elevati;
  2. valutare i rendimenti attesi simulando o richiedendo un calcolo forfettario.
  3. Periodicità della rata. In base alla periodicità scelta puoi avere statisticamente più o meno possibilità di profitto nel tempo.
  4. Valutare il tipo di fondo a cui aderire: gli ETF o fondi comuni si distinguono in azionari, obbligazionari e bilanciati. Ognuno di questi prevede rischi e possibilità di rendimento differenti. Quindi è possibile valutare il migliore tra i tre in base alle proprie esigenze di investimento

Adesso che ti ho accennato quali sono i punti focali che possono aiutarti a scegliere il PAC migliore, andiamo ad approfondir. In questo modo possiamo avere una visione più ampia di come questi parametri possano aiutarti nell’affrontare la scelta.

Costi di gestione

Il risparmio gestito mediante i PAC, come altri prodotti di investimento, prevede degli intermediari. Questi operano sul mercato azionario o obbligazionario mediante i fondi comuni facendo le veci del cliente. L’intero corso dell’intermediazione prevede dei costi obbligatori. Non tutte le banche però applicano le stesse commissioni. Ne consegue che, quindi prima di scegliere un piano di accumulo è opportuno verificare quale sia l’ente finanziario che propone costi di gestione migliori.

Le costi principali da prendere in considerazione sono quelle di sottoscrizione. In questo caso il 20 o 30% delle commissioni viene richiesta al momento della stipula del contratto. Successivamente la restante parte viene ripartita in percentuale su ogni rata corrisposta.

L’ammontare dell’intera commissione varia in base al contratto, quindi conoscere prima questi costi può darti la possibilità di optare per il fondo di investimento migliore.

Spese per la chiusura anticipata. Essendo un contratto con una scadenza imposta, scegliere di chiudere anticipatamente l’investimento prevede una penale da pagare. Dato che solitamente questi sono investimenti a medio o lungo periodo è meglio optare per i PAC che prevedono una chiusura anticipata con costi contenuti.

Diritti fissi: tutti i PAC prevedono questa trattenuta sulla singola rata. Di solito questa va dallo 0,5% sino a 2% della somma investita periodicamente. Dato che questa spesa sul lungo periodo può erodere una parte del capitale, è meglio puntare su quei contratti che tengono bassi questi costi.

Rendimenti attesi

Questa valutazione solitamente va effettuata a seconda dell’obiettivo si desidera raggiungere. Soprattutto bisogna fare una comparazione tra prodotti di investimento più o meno simili in modo da capire quali rendono di più.

Per fare il calcolo del rendimento su base annuale, ti consiglio di effettuare quante più simulazioni tra prodotti simili. Individua anzitutto le banche che offrono il prodotto con costi di gestione minori e tempi di investimento sul medio o lungo periodo.

Fatto ciò inizia a inserire i parametri come: tipo di fondo scelto, importo della rata, importo iniziale, durata del contratto. Gioca con questi parametri per capire se hai ritorno economico desiderato.

Andando su concreto, puoi provare il simulatore di Poste Italiane oppure il simulatore di Eurizon Capital. Altri simulatori li trovi direttamente nel sito dell’ente che propone il piano di accumulo che più ti interessa. Usarli ti permetterà di effettuare una valutazione molto ampia sui vari contratti PAC disponibili al momento.

Per approfondire: guida ai migliori simulatori di piani di accumulo

Periodicità della rata

In genere si pensa che i piani di accumulo prevedano tutti un pagamento della rata mensile. In realtà non è così, anzi per scegliere il fondo di investimento migliore è consigliato valutare la periodicità su base trimestrale, quadrimestrale o semestrale. Vediamo di fare chiarezza.

Dato che i guadagni si muovono in base all’andamento dei mercati finanziari bisogna fare una considerazione. Scegliere di comprare delle quote con troppa frequenza potrebbe comportare ritorni più bassi. Tale comportamento può far aumentare il prezzo di carico sulle somme del capitale dei soldi investiti.

Per questo motivo, si consiglia di scegliere per queste operazioni una periodicità più lunga. In questo modo è possibile aumentare la distanza da una quota all’altra, sfruttando la mancanza di un trend definito.

Fondo obbligazionario, azionario e bilanciato

Un dubbio che spesso si insinua in chi sceglie di investire sui PAC è proprio la valutazione del fondo su quale puntare. Questi sono suddivisi principalmente in tre diverse macroaree ossia: fondi obbligazionari, bilanciati o azionari.

Il fondo azionario è quello che offre i migliori rendimenti, ma che comporta anche dei rischi più elevati, basati sulla volatilità del mercato. Per questo motivo, si consigliano per i piani di accumulo a lungo termine.

Il fondo obbligazionario è meno rischioso! Ciò nonostante va detto che questo prevede un rendimento più basso. Data la situazione in questo caso il piano di accumulo dovrebbe essere orientato sul lungo periodo.

Il fondo bilanciato infine, prevede rischi e rendimenti medi. Tale tipologia di fondo è consigliabile per i piani di accumulo che hanno una durata media tra i quattro e i sette anni.

Conclusioni

In conclusione per scegliere il miglior piano di accumulo si consiglia di valutare prima i costi, i rendimenti, la periodicità. Fatto ciò si sceglierà il tipo di fondo sul quale puntare in base al periodo di investimento desiderato e al potenziale di rendita che offre.

Per fare queste valutazioni nel migliore dei modi, puoi consultare i fogli informativi dei PAC presenti sui siti delle banche e degli enti finanziari che li propongono. Fai anche tante simulazioni per comprendere quale può essere il possibile ritorno economico in base alla rata prescelta, alla durata e al fondo al quale si è pensato di aderire.

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