Come scegliere il piano di accumulo migliore

Un bel dilemma ti sta attanagliando la mente da quando hai pensato di fare un investimento sui fondi comuni, ossia: Come scegliere il piano di accumulo migliore? Identificare il PAC più adatto alle tue esigenze può sembrare un'impresa difficile, per questo motivo forse stai cercando dei suggerimenti, dei parametri ai quali fare riferimento, insomma dei consigli validi che ti permettano di valutare la migliore offerta in base a quelle presenti sul mercato finanziario.

Se ti trovi in questa situazione, allora questa è la guida che fa al caso tuo. Infatti, per agevolarti nella scelta e permetterti di optare per il prodotto migliore in questo campo, ho selezionato alcuni punti cardine da considerare prima di scegliere un PAC rispetto a un altro. Considerando questi parametri sarà molto più semplice valutare i vari contratti proposti dalle banche e società finanziarie. Ma quali sono i punti a cui fare riferimento? Scoprili continuando a leggere l'articolo.

Come scegliere il piano di accumulo migliore: i punti da valutare

Se desideri riuscire a individuare i PAC migliori in base alle tue esigenze ti consiglio sempre di fare una valutazione di quattro dei parametri più importanti, che possono permetterti di fare un investimento migliore dei fondi comuni o ETF.

Tra le varie dinamiche che intercorrono in una buona decisione, ho scelto di focalizzarmi principalmente su quattro punti chiave:

  1. Cercare i PAC con i costi di gestione più bassi. Naturalmente se questi saranno inferiori, nel tempo il ritorno dell'investimento potrebbe essere migliore rispetto ai contratti che propongono costi più elevati.
  2. Valutare i rendimenti attesi: i guadagni che si possono ottenere variano a seconda di diversi fattori, è possibile però fare una simulazione o richiedere un calcolo forfettario per comprendere quali saranno i possibili profitti nel tempo. Quindi se desideri ottenere un certo rendimento dopo un tot di anni, grazie alla simulazione potrai capire qual è la somma mensile che devi investire e la durata del contratto da scegliere.
  3. Periodicità della rata: in base alla banca o istituto finanziario con il quale scegli di stipulare il contratto, puoi avere diverse opzioni di pagamento della rata, da quella mensile sino all'opzione annuale. In base alla periodicità scelta puoi avere statisticamente più o meno possibilità di profitto nel tempo.
  4. Valutare il tipo di fondo a cui aderire: gli ETF o fondi comuni si distinguono in azionari, obbligazionari e bilanciati. Ognuno di questi prevede rischi e possibilità di rendimento differenti. Quindi è possibile valutare il migliore tra i tre in base alle proprie esigenze di investimento

Adesso che ti ho accennato quali sono i punti focali che possono aiutarti a scegliere il PAC migliore, andiamo ad approfondire gli argomenti proposti, per avere una visione più ampia di come questi parametri possano aiutarti nell'affrontare la scelta.

Valutare i costi di gestione

Il risparmio gestito mediante i PAC, come altri prodotti di investimento, prevede degli intermediari che operano sul mercato azionario o obbligazionario, mediante i fondi comuni facendo le veci del cliente. L'intero corso dell'intermediazione prevede dei costi obbligatori. Non tutte le banche però applicano le stesse commissioni, quindi prima di scegliere un piano di accumulo, è meglio costatare quale sia l'ente finanziario che propone costi di gestione migliori.

Le spese principali da prendere in considerazione sono quelle di:

Sottoscrizione: in questo caso il 20 o 30% delle commissioni viene richiesta al momento della stipula del contratto, mentre la restante parte ripartita in percentuale su ogni rata corrisposta. L'ammontare dell'intera commissione varia in base al contratto, quindi conoscere prima questi costi può darti la possibilità di optare per il fondo di investimento migliore.

Chiusura anticipata: essendo un contratto con una cadenza in posta, scegliere di rientrare prima del capitale, prevede una penale da pagare. Dato che solitamente questi sono investimenti a medio o lungo periodo è meglio optare per i PAC che offrono costi, per un'eventuale uscita prematura, minori rispetto agli altri.

Diritti fissi: tutti i PAC prevedono questa trattenuta sulla singola rata. Di solito questa va dallo 0,5% sino a 2% della somma investita periodicamente. Dato che questa spesa sul lungo periodo può erodere una parte del capitale, è meglio optare per le soluzioni più vantaggiose che prevedono diritti fissi a una percentuale meno onerosa.

Rendimenti attesi: valutare rata e durata dell'investimento

Questa valutazione solitamente va effettuata a seconda dell'obbiettivo che ci si imposta e sopratutto prevede una comparazione tra prodotti di investimento più o meno simili per capire quali sono i rendimenti migliori ottenibili alla fine dell'investimento.

Dato che fare il calcolo su base annuale, in base al tipo di fondo comune e a seconda della rata e della durata dell'investimento, non è possibile manualmente né con l'aiuto di una semplice calcolatrice. Ti consiglio di valutare i rendimenti facendo diverse simulazioni tra prodotti simili.

Quindi individua le banche o enti finanziari che offrono il prodotto che ha i costi di gestione minori e tempi di investimento sul medio o lungo periodo e inizia a inserire i parametri come: tipo di fondo scelto, importo della rata, importo iniziale, durata del contratto.

A seconda di questi parametri puoi capire se per il ritorno economico che avevi pensato, hai bisogno di pagare una rata maggiore o di allungare la durata del contratto. Al fine di fare con attenzione questa valutazione, puoi provare ad esempio il simulatore di Poste Italiane, il simulatore di Eurizon Capital, o altri programmi che trovi direttamente nel sito dell'ente che propone il piano di accumulo che più ti interessa, permettendoti così una valutazione più ampia sui vari contratti PAC disponibili al momento.

Periodicità della rata

Molto spesso dato che i PAC sono conosciuti come un piano di accumulo rateale, si pensa che questo debba essere obbligatoriamente con pagamento mensile. In realtà non è così, anzi per scegliere il fondo di investimento migliore è consigliato valutare una periodicità su base trimestrale, quadrimestrale o semestrale.

Infatti, dato che i guadagni si muovono in base all'andamento dei mercati finanziari e quindi in base a uno specifico trend, scegliere di comprare delle quote con troppa frequenza potrebbe comportare ritorni più bassi e aumentare il prezzo di carico sulle somme del capitale sulle somme investite.

Per questo motivo, si consiglia di scegliere una periodicità più lunga, in questo modo è possibile allungare la distanza da una quota all'altra, sfruttando la mancanza di un trend definito.

Scelta tra fondo obbligazionario, azionario e bilanciato

Un dubbio che spesso si insinua in chi sceglie di investire sui PAC è proprio la valutazione del fondo su quale puntare. Questi sono suddivisi principalmente in tre diverse macroaree ossia: fondi obbligazionari, bilanciati o azionari.

Il fondo azionario è quello che offre i migliori rendimenti, ma che comporta anche dei rischi più elevati, basati sulla volatilità del mercato. Per questo motivo, si consigliano per i piani di accumulo a lungo termine.

Il fondo obbligazionario:  è meno rischioso ma prevede anche un rendimento più basso, per questo motivo è sconsigliato sul lungo periodo, ma è meglio sceglierlo per PAC a breve termine (tipo i contratti a scadenza 12 mesi)

Il fondo bilanciato infine, prevede rischi e rendimenti medi, ed è consigliabile per i piani di accumulo che hanno una durata media tra i quattro e i sette anni.

Conclusioni

In conclusione, come abbiamo visto, per scegliere i piani di accumulo capitali migliori si consiglia di valutare quattro fattori principali quali i costi, i rendimenti, la periodicità e il tipo di fondo sul quale puntare in base al periodo di investimento, al potenziale che presenta e alla durata del contratto.

Per fare queste valutazioni nel migliore dei modi, puoi consultare i fogli informativi dei PAC presenti sui siti delle banche e degli enti finanziari che li propongono e fare delle simulazioni per comprendere quale può essere il possibile ritorno economico in base alla rata prescelta, alla durata e al fondo al quale si è pensato di aderire.