Grafica umidità di risalita

L’umidità di risalita è tra i problemi più subdoli che possono colpire una casa. Il danno che l’acqua riesce a fare non è solo estetico, ma strutturale e inoltre va a minare la salute di chi vi abita. Evidenti tracce d’umidità vanno anche a deprezzare il valore dell’immobile, perché nessuno si azzarderà comprare una casa compromessa dall’umidità.

Cos’è e come si forma?

L'umidità di risalita trova strada all'interno dei materiali con cui sono fatti i muri che costituiscono la nostra casa, li vi sono innumerevoli pori e minuscoli condotti, attraverso i quali l’acqua del terreno riesce a risalire verso l’alto.

Questo processo, detto capillarità, può portare l’acqua a risalire fino ad altezze importanti: più piccoli sono i pori e le micro-condutture, maggiore è l’altezza che essa può raggiungere.

Una volta iniziato questo processo, esso sarà continuato anche dal cosiddetto “effetto camino”: l’evaporazione dell’acqua ha l’effetto osmotico di attirare altra acqua.

Essa può avere diverse origini, da una falda acquifera che si trova nelle vicinanze dell’edificio all'accumulo di piogge, ma va a colpire quei muri che si trovano o sotto o al livello che suolo e che sono stati realizzati senza un’adeguata barriera di protezione e sbarramento.

Quali i danni che ne conseguono?

Abbiamo già accennato alle varie tipologie di problemi che può portare la presenza di umidità di risalita in casa, ma vediamoli nel dettaglio.

  • I muri freddi e umidi causano danni estetici sia interni che esterni: macchie ed aloni di umidità, l’intonaco che si stacca, il colore che sbiadisce o che se ne va e efflorescenze saline, mobili, pavimenti e tappezzerie deteriorati dalla presenza di acqua sono segnali d’allarme ben visibili della presenza di acqua.
  • Maggiori spese: la abitazioni umide arrivano a perdere il 20% del loro valore, si spende di più per riscaldarle e per renderle più asciutte, come un deumidificatore costantemente acceso.
  • Strutture meno resistenti: l’intonaco che si stacca, a causa della cristallizzazione del sale presente nell’acqua, porta con il tempo ad un indebolimento della struttura, che rimane alla mercé di tutti gli agenti atmosferici.
  • La salute ne risente: cala la qualità della vita, aumentano i problemi respiratori e alle ossa e proliferano i parassiti.

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Esiste un rimedio?

Esistono differenti rimedi per mettere un freno all’umidità di risalita, con tecniche differenti più o meno costose e più o meno invasive.

Soluzione chimica: viene inserita nel muro una sostanza idro-fobizzante, in grado cioè di tenere lontana l’acqua. Non è un sistema invasivo, è veloce e di facile applicazione.

Soluzione meccanica contro l'umidità: tra tutti i rimedi, questa è la tecnica più invasiva, anche se molto efficace, perché il taglio realizzato sul muro blocca per sempre la risalita dell’acqua. Purtroppo può portare a cedimenti della struttura, ed è sconsigliato soprattutto nelle zone sismiche.

Soluzione elettrica: è efficace per un po’ di tempo contro l'umidità. L’energia elettrica infatti fa ridiscendere l’acqua, ma a lungo andare, i Sali lasciati nella parete renderanno l’elettro-osmosi sempre meno efficace, fino a richiedere una desalinizzazione della struttura.

Intonaci evaporanti: asciutta fuori ma umida dentro…la muratura contiene quindi il problema, che sarà visibile solo dopo alcuni anni. Meglio accostarli anche ad altre soluzioni.

Quali sono i costi di queste soluzioni?

Poniamo come punto di riferimento una casa di un piano di 100 mq. Per intervenire ad esempio con le resine acriliche sono necessari circa 10 lt di prodotto per un metro di muro spesso 30 cm. Un intervento globale si aggira intorno ai 7/8000 euro.

Per la desalinizzazione dell’edificio abbiamo una spesa che si aggira intorno ai 3000 (sempre per la stessa tipologia di edificio di cui parlavamo prima). Il taglio fisico infine è meno costoso del taglio chimico ma può dare i problemi strutturali già citati.

Ci sono detrazioni fiscali dedicate a questo problema?

Per chi decide risolvere il problema dell'umidità di risalita con le tipologie di intervento di cui abbiamo parlato, c’è a disposizione la possibilità di avere una detrazione fiscale del 36%, ormai permanente dal 2012.

Ricordiamo che a poter usufruire di detrazioni come questa sono i proprietari o nudi proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento , come usufrutto, uso, abitazione o superficie, i locatari o comodatari ed infine i soci di cooperative divise e indivise .

Di certo, nonostante le detrazioni fiscali, rimediare al problema dell'umidità non è un intervento a basso costo: c’è però da valutare l’impatto del problema sulla nostra salute e sulle nostre tasche…e forse vale il vecchio detto “meglio spendere una volta che spendere per sempre”!