Rinegozazione cessione del quinto

Rinegoziare la cessione del quinto permette di allungare i tempi di ammortamento di questa particolare formula di finanziamento che permette ai pensionati e ai lavoratori dipendenti di rimborsare i prestiti ottenuti semplicemente attraverso la cessione - appunto - di una parte della propria pensione o del proprio stipendio.

Che cosa si ottiene con la rinegoziazione

Chi sceglie di rinegoziare cessione del quinto ottiene una riduzione della somma che viene trattenuta in busta paga o sulla pensione, e quindi vede diminuire l'impatto economico, mese dopo mese.

Si può godere, pertanto, di una liquidità aggiuntiva, visto che l'allungamento della durata fa sì che si abbia a che fare con una somma supplementare, pari più o meno alla somma delle rate trattenute in precedenza. Perché non approfittarne, quindi?

Dopo quanto tempo si può rinegoziare la cessione del quinto?

Per rinegoziare la cessione del quinto è necessario rimborsare non meno del 40% della durata stabilita dal piano di ammortamento. Il valore della rinegoziazione si calcola moltiplicando per il 40% il numero di rate iniziali, indicate dal contratto.

Per fare un esempio, una cessione del quinto che è stata sottoscritta per una durata di 60 mesi permette di rinegoziare il prestito unicamente dopo il rimborso della 24esima rata, visto che il 40% di 60 è, appunto, 24; una cessione del quinto che è stata sottoscritta per una durata di 72 mesi permette di rinegoziare il prestito unicamente dopo il rimborso della 29esima rata; e così via.

Va detto, tuttavia, che per le pratiche di 60 mesi sono ammesse anche delle eccezioni: esse, infatti, possono essere rinegoziate prima della 24esima rata, a patto che il contratto nuovo duri 120 mesi.

Come procedere: 1) scegliere una finanziaria

Si può rinegoziare la cessione del quinto sia con la banca con cui si ha il contratto in essere, sia con un altro istituto di credito. Si procedere così: nel caso si intenda cambiare banca (altrimenti basterà dialogare con quella con cui già si ha il prestito attivo), scegliere finanziaria con cui si vuole verificare anzitutto se la rinegoziazione della cessione del quinto sia possibile: se, in altre parole, i requisiti di finanziabilità sussistano o meno.

La valutazione presuppone una attenta analisi sul cliente, con riferimento al reddito percepito, al suo stato di salute, agli anni di contributi e al TFR accantonato, ma anche sul suo datore di lavoro. L'azienda deve essere "sana". Può capitare, infatti, che i bilanci di un'azienda siano in negativo (mentre, ai tempi della prima sottoscrizione, erano in attivo), oppure che essa abbia diminuito il numero di dipendenti, o ancora che sia aumentata la quantità di lavoratori in cassa integrazione.

2) L'istruttoria

Se l'analisi viene superata senza problemi, ci si può attivare per l'istruttoria pratica, come già successo per la cessione del quinto precedente: bisogna, quindi, consegnare i documenti di reddito, per poi compilare la quota cedibile (se si è pensionati) o il certificato di stipendio (se si è dipendenti). Una volta conclusa l'istruttoria pratica, essa viene caricata: a quel punto è necessario aspettare la delibera.

3) Il conteggio estintivo

Se tutto fila liscio, viene concessa la delibera, ed è possibile richiedere il conteggio estintivo della cessione del quinto vigente. Non bisogna dimenticare, infatti, che per rinegoziare cessione del quinto è fondamentale prima di tutto estinguere la cessione del quinto in corso, per poi dare il via all'erogazione di un nuovo finanziamento.

4) Rimborso rate e premio assicurativo non goduto

Con la nuova cessione del quinto ormai erogata, il cliente ha la possibilità di richiedere il rimborso delle rate pagate che sono state conteggiate come insolute: non è detto che ciò avvenga sempre, e per questo è necessario verificarlo con le informazioni del conteggio estintivo.

Può anche essere richiesto il rimborso del premio assicurativo che è stato versato ma non goduto. In realtà questo non è esatto, l'assicurazione stessa dovrebbe in automatico - per legge - procedere alla rerstituzine del dovuto (per legge), ma dato che ciò non accade quasi mai, meglio richiederla.

5) Calcolo del premio assicurativo non goduto

Il calcolo del riborso del premio assicurativo non goduto viene eseguito nel seguente modo: supponiamo che si sia sottoscritta una cessione del quinto della durata di 72 mesi, per pari durata si è sicuramente stipulata una polizza vita - nel caso di un pensionato e lavoratore - e rischio impiego - nel caso di un lavoratore dipendente - che copre lo stesso periodo di 72 mesi.

Nel momento in cui si decide di rinegoziare la cessione del quinto e dunque di estinguere il prestito precedente, anche la garanzia assicurativa abbinata viene meno. Di conseguenza, è diritto del cliente ottenere il rimborso del premio assicurativo per il lasso di tempo non goduto. Per esempio, se l'assicurazione viene stipulata sui 120 mesi, si può rinegoziare cessione del quinto dopo 48 mesi, e quindi il periodo non goduto è pari a 72 mesi.

Conclusioni

Come si può notare, pertanto, rinegoziare cessione del quinto non è difficile e, soprattutto, non prevede delle condizioni proibitive o impossibili da soddisfare; è sufficiente disporre di un reddito certo e sperare nella "buona salute" dell'azienda per cui si lavora.