Proteine nelle urine

Le proteine nelle urine danno origine a un disturbo particolare, che prende il nome di proteinuria e che è il campanello di allarme di un altro problema. Non è raro, per altro, che nelle urine finiscano queste sostanze: anzi, alcune sono presenti naturalmente. Per individuare la proteinuria si fa riferimento a un normale dipstick o, più raramente, ad altri test di laboratorio.

Proteine nelle Urine: sintomi e cause

Uno dei problemi più rilevanti, per quel che riguarda l'identificazione delle proteine nelle urine, è rappresentato dal fatto che questo disturbo non dà origine ad alcun sintomo e di conseguenza è molto difficile individuarlo semplicemente prestando attenzione ai segnali che vengono inviati dall'organismo. Una soluzione potrebbe essere quella di eseguire con regolarità dei test delle urine, ma ovviamente non si tratta di una pratica comune.

Se la presenza delle proteine nelle urine non è sintomatica, ciò implica che spesso il problema viene riconosciuto in ritardo e altrettanto tardivo è il ricorso alle cure. In generale, nel caso in cui i test riscontrino un livello di proteine nelle urine piuttosto alto, si ha a che fare con la sindrome nefrosica: si tratta di una condizione non grave, ma che deve essere curata, che determina un accumulo di acqua nel corpo. L'eccesso di acqua, a sua volta, può determinare urine schiumose e un certo gonfiore alla pancia, intorno agli occhi, alle mani e alle caviglie, ma anche il fiato corto (il respiro viene a mancare per colpa dell'acqua che circonda i polmoni.

Le possibili cause momentanee

Si possono segnalare alcuni fattori che causano un momentaneo incremento della quantità di proteine nelle urine. Per esempio, una esposizione eccessiva, o prolungata nel tempo, al freddo, è in grado di favorire la proteinuria: in questo caso, non c'è da preoccuparsi, poiché il disturbo scompare da solo, senza che vi sia il bisogno di cure particolari. Anche la febbre può fare scaturire questo problema: e anche in questa circostanza, con la scomparsa della piressia e degli altri sintomi le urine non sono più "invase" dalle proteine. Tra le cause scatenanti deve essere indicato anche lo stress emotivo, che - come noto può favorire l'insorgenza di problematiche non solo di carattere psicologico, ma anche di tipo fisico: ebbene, la presenza di proteine nelle urine è una di queste. In generale, poi, è bene ricordare che questa condizione può essere favorita anche da una eccessiva pressione fisica (per esempio dovuta a condizioni di lavoro troppo pesanti) o a una esagerata esposizione al calore (un po' come accade per il freddo).

Le cause persistenti

A fianco a quelle che potrebbero essere definite come cause momentanee dell'aumento delle proteine nelle urine, poi, ci sono le cause persistenti: vale a dire condizioni e malattie che determinano un incremento notevole della proteinuria. Si tratta della pressione alta, del diabete, della malattia renale policistica e, in generale, di disturbi renali e relativi al tratto urinario. Non solo: possono essere alla base della proteinuria anche l'artrite reumatoide, le malattie del cuore, l'abuso di specifici farmaci, la leucemia, l'insufficienza cardiaca, un consumo non sufficiente di acqua e una assunzione eccessiva di proteine che il corpo non riesce a digerire (nel momento in cui le proteine non si distribuiscono come dovrebbero per tutto l'organismo, infatti, giungono fino alle urine).

Cosa succede alle donne in gravidanza

Le donne che stanno affrontando una gravidanza si sottopongono al test delle urine anche per verificare la quantità proteine nelle urine: nel caso in cui i risultati diano esito positivo, si è in presenza di problemi ai reni. Se, poi, anche al termine della gravidanza si riscontra la proteinuria, si parla di preeclampsia, una condizione che determina una pressione del sangue troppo elevata: in pratica, ipertensione determinata dalla gravidanza. Niente paura e nessun allarme, comunque: basta chiedere consiglio al proprio medico per individuare e attuare il trattamento più adatto.

Cosa succede ai bambini

Può capitare anche ai bambini di avere proteine nelle urine: in queste circostanze si parla di proteinuria ortostatica. Nella maggior parte dei casi, la ragione di questa condizione nei piccoli va individuata nel fatto che sono sempre in movimento e molto attivi: chiaramente, un consulto medico permette di dissipare ogni dubbio e di fare svanire qualsiasi preoccupazione dalla mente di mamma e papà.

Diagnosi, cura e terapia

Come detto, la presenza di proteine nelle urine è da ritenersi normale e fisiologica se i valori in questione sono moderati, ma deve indurre a chiedere un parere al proprio medico se questi sono piuttosto alti. Il rischio più immediato e concreto, infatti, è quello di una insufficienza renale: proprio per questo motivo è opportuno sottoporsi al test delle urine e agli esami del sangue, fondamentale per individuare eventuali problemi di salute che non danno sintomi.

Per quel che riguarda il trattamento terapeutico, molto dipende dal disturbo che ha determinato l'aumento delle proteine nelle urine (tenendo conto che per l'albumina i valori normali sono inferiori agli 8 mg per dl). Di certo, deve prestare la massima attenzione a questo problema chi soffre di diabete: il livello di zuccheri assunti dovrebbe essere limitato per evitare qualsiasi tipo di danno ai reni.

Nel caso in cui le proteine nelle urine non siano determinate da problemi di salute particolari, è molto probabile che il rimedio da apportare sia quello riguardante un cambiamento del proprio regime alimentare: diventa importante, quindi, seguire nel modo più rigoroso possibile una dieta ipoproteica, cercando di assumere le proteine nel modo più bilanciato possibile.

Insomma, se ci sono tante proteine nelle urine, è sbagliato iniziare ad assumerne poche, perché l'organismo ha comunque bisogno di un livello standard di queste sostanze sotto il quale non si può scendere. Equilibrio e moderazione sono le due parole chiave da tenere sempre a mente.

Conclusioni

In sintesi, la presenza di proteine non costituisce un problema in sé, ma è piuttosto da considerare il campanello di allarme che suggerisce che il corpo sta avendo un problema, che può essere momentaneo (troppo stress, troppo freddo, eccetera) oppure persistente (malattie ai reni, insufficienza cardiaca, eccetera): un consulto medico permette, quindi, di scoprire le origini del disturbo e, se possibile, di trovare una soluzione.