Prestito rifiutato: quali le motivazioni possibili

Ultimo aggiornamento di Giuseppe Rossetti

La richiesta di un prestito è sempre un’operazione che la banca valuta attentamente controllando il merito creditizio di un cliente, con cui si intende il reddito, il patrimonio e la situazione lavorativa tanto per fare degli esempi, quindi prima di compiere tale operazione è bene assicurarsi di essere in possesso di determinati requisiti per non vedersi rifiutata la propria domanda. Andiamo dunque a scoprire quali sono le motivazioni che portano al rifiuto di concedere un finanziamento.

Prestito rifiutato: reddito insufficiente o lavoro precario

Prestito rifiutato

Il reddito e la situazione patrimoniale sono sicuramente dei metri con cui la banca misura l’affidabilità del richiedente, per questo se non vengono ritenuti tali da garantire il rimborso del prestito richiesto, difficilmente quest’ultimo verrà approvato.

Una regola che gli istituti di credito difficilmente violano attiene al fatto che, la rata di un prestito non dovrebbe essere superiore al quinto del mensile di chi richiede il prestito.

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Ovviamente chi possiede un patrimonio consistente può sopperire un eventuale reddito non altissimo, fornendo come garanzia un immobile di valore superiore al prestito richiesto.

L’occupazione lavorativa del richiedente è un altro fattore importante per il conseguimento di un prestito. Chi ha un lavoro con contratto a tempo indeterminato è avvantaggiato! Questo perché può ragionevolmente garantire la possibilità di onorare il debito che contrae con la banca.

Diversamente, chi ha un lavoro precario con contratto a tempo determinato, difficilmente può ottenere un finanziamento, o meglio, lo può ottenere ma deve terminare prima che scada il contratto.

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Per quanto attiene ai liberi professionisti la banca andrà ad esaminare l’ultima dichiarazione dei redditi per avere un’idea più precisa della capacità di rimborso del richiedente e concedere o meno il finanziamento.

Per possibile sovraindebitamento

Quando si possiede già più di un prestito in corso, la banca è spinta a negare la concessione di un ulteriore finanziamento, in modo da evitare di esporre il cliente ad un indebitamente eccessivo e non più sostenibile.

In questi casi, si può richiedere un prestito per consolidamento dei debiti. Se si ha un reddito dimostrabile e meglio ancora una busta paga da contratto di lavoro a tempo indeterminato, questa opzione è la migliore praticabile.

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Perché hai ricevuto un rifiuto nei 30 giorni precedenti

Chi richiede un prestito e se lo vede negato, viene segnalato nelle banche dati del Sic, CRIF, che conserva tale informazioni per un periodo complessivo di 30 giorni. Questo comporta che chi ha intenzione di chiedere nuovamente un prestito deve attendere il trascorrere di tale periodo prima di sottoporre ad una banca una nuova richiesta.

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Perché il tuo garante è inaffidabile

Anche la scelta del garante presentato può influire sulla concessione di un finanziamento, se ad esempio il garante è un protestato, un cattivo pagatore o non possiede una situazione patrimoniale tale da essere in grado di saldare il debito con la banca, nel caso di insolvenza da parte dell’intestatario, il prestito non viene concesso.

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Perché garante di un cattivo pagatore

Anche se si possiedono tutti i requisiti per ottenere un prestito, quando si mette la firma per fare da garante in favore di soggetto terzo che non rispetta i tempi nel versamento delle rate, la banca finisce per negare la concessione di un finanziamento allo stesso garante anche se possiede lo stato di buon pagatore.

Perché segnalati come cattivi pagatori

Le banche consultano sempre l’affidabilità di un cliente all’interno dei database situati nei Sistemi d’informazione creditizia, ovvero il cosiddetto Sic – Sistemi di Informazioni Creditizie-, si tratta di un elenco che contiene i nominativi di chi è stato considerato un cattivo pagatore. Questa segnalazione può dipendere ad esempio dall’aver ritardato un pagamento per due o più rate di un prestito accordato precedentemente e risulta una significativa limitazione perché ogni istituto ne è a conoscenza.

La Sic segnala anche coloro che non hanno saldato una cambiale pagherò alla scadenza e risultano quindi protestati, queste informazioni sono riportate anche nel registro dei protesti, che in quanto documento pubblico può essere consultato da tutti. In tal caso la banca ritiene di non poter fare affidamento sulle capacità di rimborso del debitore e non concede il prestito.

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Impossibile verificare l’affidabilità del richiedente

Chi non ha mai richiesto prestiti in precedenza è sconosciuto al Sic, in questo caso esiste la possibilità che il prestito venga negato perché la banca non trova le necessarie informazioni sul merito creditizio del richiedente e dunque non è in grado di valutarne l’affidabilità.

In ogni caso quando un istituto finanziario non concede un prestito ad un cliente ha l’obbligo di informarlo sulle motivazioni che l’hanno indotto a prendere questa decisione, anche per quanto concerne i dati negativi presenti nel database del Sic, in modo che il richiedente sia consapevole della propria situazione.

Altre motivazioni

Anche se meno probabili esistono delle ulteriori cause residuali che portano al diniego della concessione di un prestito, come ad esempio il presentarsi di una particolare congiuntura economica, che specie negli ultimi anni ha pesato in queste scelte da parte degli istituti finanziari. Un’altra causa è l’applicazione di più severe politiche restrittive per via di una ridotta disponibilità di liquidità da parte di chi deve erogare il finanziamento o a causa del costo di approvvigionamento del denaro considerato eccessivo.

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