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Ti serve liquidità ma non hai una busta paga per richiedere un prestito? Non preoccupati esistono dei finanziamenti progettati appositamente per aiutare le persone che hanno bisogno di piccole somme di denaro, ma che non percepiscono un salario fisso o che non possono dimostrarlo.

Se ti rivedi in questa descrizione, allora ti interesserà leggere questo articolo perché ti fornirà una visione d’insieme di quello che è il mondo dei prestiti senza busta paga. Nel testo sono elencate la maggior parte delle categorie che possono richiedere questo tipo di finanziamento e tutte le soluzioni che offrono le banche, con un riassunto di quelli che sono i loro pregi e difetti.

Potresti essere ad un passo della soluzione! Quindi cosa aspetti? Scopri tutti gli strumenti finanziari che offrono gli istituti creditizi!

Prestiti personali senza busta paga: che cosa sono?

I prestiti senza busta paga sono uno strumento ideato per tutti coloro che non dispongono di un salario fisso, ma che comunque hanno delle garanzie da offrire agli istituti di credito per ottenere un finanziamento. Queste possono essere delle più varie e vanno dai classici garanti, alla presentazione della movimentazione del proprio conto corrente.

È bene sottolineare fin da subito che le banche non concedono facilmente questi prestiti, ma che se lo fanno, i tassi di interesse sono piuttosto alti e le somme di denaro concesse piuttosto esigue. La ragione di questa caratteristica è da ricercarsi nell'alta rischiosità dell’operazione a cui si espone l'ente finanziario.

I soggetti a cui sono indirizzate queste soluzioni sono comunque quelli con una buona affidabilità creditizia, poiché rispetto a qualche anno fa, gli istituti di credito hanno applicato criteri molto più rigidi per la concessione dei prestiti. Per questo motivo è quasi impossibile che vengono concessi ai cattivi pagatori o a coloro che sono stati protestati. I prestiti senza busta paga possono essere erogati sia dalle banche che dagli istituti finanziari.

A quali soggetti si rivolgono i prestiti senza busta paga?

Più nel dettaglio i soggetti che possono richiedere un prestito senza busta paga, fanno parte delle categorie più disparate. Alcune di queste sono:

  • Studenti: ci si riferisce in questo caso ai più meritevoli, ovvero a coloro che hanno avuto una carriera universitaria brillante. Il più delle volte i prestiti sono finalizzati all’acquisto di materiale utile allo studio e derivano da convenzioni siglate fra banche e Università, per finanziare corsi di laurea e master.
  • Lavoratori dipendenti con busta paga già impegnata: può capitare che un lavoratore dipendente con una busta paga, abbia in corso altri finanziamenti che assorbono tra il 35% e il 50% del proprio stipendio. Per le banche, in questo caso, è come se non si percepisse salario. Ma ci sono alcune soluzioni che si possono adottare per far fronte a questa situazione e che vedremo nel corso di questo articolo.
  • Lavoratori in nero: i lavoratori irregolari sono coloro che pur offrendo delle prestazioni professionali, non hanno nessun tipo di contratto. Conseguentemente, non hanno la possibilità di dimostrare con un documento come la busta paga il reddito percepito nell’anno. Anche in questo caso ci possono essere degli escamotage da adottare.
  • Lavoratori autonomi: con questa categoria, molto simile a quella dei liberi professionisti, ci si riferisce ad elettricisti, meccanici, artisti, ecc., che per la natura del proprio lavoro non percepiscono un salario fisso. Questi molto spesso hanno tutte le carte in regola per richiedere un finanziamento.
  • Giovani imprenditori: sono considerati giovani imprenditori i soggetti under 35. Molti istituti di credito si propongono di finanziare i progetti che gli sono presentati a tassi agevolati, al fine di creare più occupazione e di far muovere l’economia.
  • Casalinghe: a dispetto di quello che si possa pensare, anche in questo caso si dovrà presentare un qualsiasi documento capace di dimostrare un’entrata di denaro fissa che si dovrà protrarre per tutta la durata del finanziamento.
  • Disoccupati: come le casalinghe anche i disoccupati dovranno dimostrare di poter, in qualche modo, far fronte al proprio debito.

I Tassi di interesse

Come accennato in precedenza, rispetto ai finanziamenti standard, i prestiti senza busta paga avranno dei tassi di interesse meno vantaggiosi. Questo perché il margine di rischio a cui si espone l’istituto creditizio che eroga il finanziamento è molto più alto del solito, siccome il lavoratore potrebbe non riuscire a far fronte al proprio debito in futuro.

I tassi d’interesse, divisi fra TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Anno Effettivo), solitamente si aggirano intorno all’8% o al 12%, contro il 6% o il 7% di un prestito normale. In ogni caso è molto importante accertarsi che la percentuale si mantenga al di sotto del tasso di usura stabilito da Bankitalia, che può essere tenuto sotto controllo dal sito dell’ente in questione o tramite l'utilizzo di questo tool gratuito.

Inoltre, è molto probabile che la banca imporrà la sottoscrizione di una polizza assicurativa che ha un costo che in questo caso potrebbe essere anche abbastanza elevato. La compagnia assicurativa si impegnerà a rimborsare il capitale all’istituto di credito, qualora vengano a mancare le condizioni che permettono a colui che ha richiesto il prestito di far fronte al proprio debito. Se la polizza è obbligatoria, allora sarà compresa nel TAEG, altrimenti verrà conteggiata a parte. Anche in quest’ultimo caso la banca potrebbe decidere di “obbligare” il cliente a sottoscriverla.

Documentazione necessaria

Nel caso dei prestiti senza busta paga dovremo prestare molta attenzione alla documentazione da presentare, poiché è proprio da questa che dipende il buon esito della richiesta. Infatti, all'interno del fascicolo che invieremo all'istituto di credito prescelto, saranno contenuti i documenti con cui presentiamo le nostre garanzie.

I documenti da allegare variano a seconda della categoria di cui facciamo parte: per esempio nel caso degli studenti si dovranno inserire all'interno del fascicolo le ricevute che attestino il rinnovo dell’iscrizione e il superamento di almeno metà degli esami in piano. Addirittura in qualche caso un documento che certifichi il superamento del corso di studi con una votazione non inferiore ai 110/110. Invece per le casalinghe e per i lavoratori autonomi, potrebbe essere utile allegare la lista dei movimenti del proprio conto corrente, con cui si dimostrerà di poter far fronte al debito con la banca.

Prestiti personali senza busta paga: garanzie alternative

Come detto in precedenza, concedere un prestito a coloro che non hanno una busta paga, è un’operazione ad alto rischio per tutti gli istituti di credito, che non considerano i clienti rientranti in questa categoria solvibili al 100%. Quindi per “convincere” l’istituto di credito a prestare la somma di denaro, dovremo presentare tutte le garanzie alternative di cui disponiamo, per dimostrare alla banca la possibilità di far fronte al debito che andremo a contrarre con lei. Inoltre, dobbiamo tenere presente che la somma che l’istituto di credito vorrà offrirci, aumenterà in maniera proporzionale all'ammontare delle entrate che riusciremo a dimostrare.

La fideussione

La fideiussione consiste semplicemente nel presentare all’istituto di credito un garante (fideiussore). Questi si obbligherà personalmente nei confronti dell’ente finanziario a restituire la somma di denaro prestata, qualora il debitore non dovesse più riuscire a pagarla. Il garante deve essere considerato dalla banca un soggetto con una buona affidabilità creditizia e dovrà presentare anche lui la documentazione relativa al proprio reddito. Inoltre, non dovrà essere stato segnalato al Crif (Centrale RIschi Finanziari) come cattivo pagatore, ma al contrario dovrà avere una buona reputazione.

Prestiti cambializzati

I prestiti cambializzati sono un finanziamento che prevede il pagamento delle rate tramite cambiali, per restituire la somma dovuta comprensiva di interessi all’istituto di credito. Questa soluzione era molto in voga anni fa, ma piano piano è caduta in disuso.

Infatti, siccome il “pagherò” è un titolo esecutivo, questo offre maggiori garanzie alla banca, che potrebbe cominciare a pignorare immediatamente i beni del debitore per un valore uguale a quello della rata non pagata, senza la necessità di un decreto ingiuntivo di pagamento o di una sentenza di condanna che richiederebbe un dispendio elevato di tempo e denaro da parte dell’ente finanziario.

Ma nonostante le garanzie, le banche non concedono volentieri i prestiti cambializzati, poiché presentano un tasso di insolvenza molto più alto della media. Inoltre, questa soluzione, non è molto conveniente, poiché presenta dei tassi di interesse davvero elevanti. Inoltre c'è da aggiungere la polizza assicurativa obbligatoria. Queste ultime due caratteristiche spingono i clienti a preferire delle soluzioni alternative.

Attenzione: le cambiali sono un titolo esecutivo! Se non si pagano le rate del prestito, il creditore può mandare in protesto la cambiale e procedere al pignoramento dei beni.

Ipoteca sulla casa

In assenza di un reddito dimostrabile, ipotecare la propria casa potrebbe essere una soluzione, ma non per le piccole somme. A primo impatto questo potrebbe sembrare un controsenso, ma non è così. Se il valore dell’immobile è molto più alto di quello del debito contratto con l’ente creditizio, l’ipoteca sarebbe parziale, cosa che renderebbe difficile per la banca rientrare la somma di denaro, di molto inferiore al valore dell’immobile. Infatti gli istituti di credito non possono assolutamente rilevare in caso di mancato pagamento, beni mobili o immobili che abbiano un valore superiore alla somma prestata comprensiva di interessi.

L’ipoteca sulla casa è invece una soluzione interessante per gli over 65. Da qualche tempo, coloro che hanno più di 65 anni e necessitano di liquidità, potrebbero ricorrere ad una soluzione finanziaria davvero interessante. Questa si chiama “prestito vitalizio ipotecario" e permette al beneficiario di mantenere la proprietà dell’immobile e di non versare alcuna rata per restituire la somma prestata, fino alla propria morte. In seguito gli eredi decideranno se riscattare l’immobile, pagando il prestito di tasca propria, oppure se cederlo alla banca per restituire la somma erogata all'istituto di credito.

Attenzione: questo prestito è sì facile da ottenere ma si devono accettare somme molto inferiori al valore reale dell'immobile.

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Beni mobili: il pegno

Il prestito con pegno è forse il modo per procurarsi liquidità velocemente più semplice di tutti. Molti gruppi bancari offrono questa soluzione che però, a meno che non si posseggano piccoli tesoretti, non permette di ottenere grandi somme di denaro. La durata di questi prestiti è di circa 6 mesi e consiste nell'offrire a garanzia dell’ente creditizio dei beni mobili. Questi solitamente sono gioielli o del mobilio di valore.

Allo scadere del contratto il creditore potrà restituire la somma di denaro più gli interessi maturati fino a quel momento per riscattare i propri beni, oppure rinnovare il pegno ottenendo altri sei mesi di tempo dietro il pagamento dei soli interessi maturati, o infine lasciare gli oggetti forniti come garanzia al banco dei pegni, che provvederà a rivenderli mediante un’asta pubblica. L’eventuale sopravanzo d’asta rimane a disposizione del cliente per 5 anni, dopodiché apparterrà automaticamente al gruppo di credito a cui ci siamo rivolti. I gruppi che offrono il credito su pegno più famosi sono l’UBI Banca e l’Unicredit.

Modello Unico

I lavoratori autonomi, dovranno semplicemente sostituire la busta paga con il Modello Unico (modello ordinario di dichiarazione dei redditi). È consigliabile presentare l'Unico degli ultimi tre anni, in modo da dimostrare che le proprie entrate sono state regolari e si sono protratte nel tempo.

Rendite alternative

Per ottenere un prestito senza busta paga, può essere utile dimostrare alla banca che si è i beneficiari di qualche rendita alternativa. Rientrano in questa categoria gli assegni mensili di mantenimento, gli affitti derivanti dalla locazione di immobili, o ancora gli utili che si traggono da un piccolo capitale che genera un rendimento costante. In questi casi dovremo dimostrare che la rendita oltre a bastare per far fronte al debito, si protrarrà fino alla fine del contratto stipulato con la banca.

Prestiti personali senza busta paga: possibili alternative

Oltre ai prestiti senza busta paga, ci sono altre soluzioni che potrebbero essere adottate dai soggetti che necessitano di liquidità. Ovviamente stiamo parlando sempre di somme di denaro piccole con tassi di interesse molto alti. Ma queste soluzioni possono rivelarsi estremamente utili se l’istituto di credito abbia rigettato la domanda con cui si richiedeva il prestito vero e proprio:

Le carte revolving

Le carte revolving sono uno strumento finanziario nuovo e differiscono dalla classica carta di credito a saldo. La differenza principale sono gli interessi elevati e la possibilità di saldare a fine mese l’intero importo finanziato, senza rateizzarlo. Una volta saldata la quota dovuta, questa sarà nuovamente disponibile sulla nostra revolving. Il fido della carta solitamente non è molto alto, ed è importante mantenersi al di sotto di questa soglia per evitare di incappare nel pagamento della commissione di massimo scoperto che solitamente è molto salata.

Anche gli interessi di mora, se si dovesse saltare il pagamento di una rata, sono davvero esosi. Come già detto, i tassi in questo caso sono molto più alti di un normale finanziamento di circa il 7%. Nonostante questo, però, le carte revolving sono molto utilizzate dai soggetti che hanno bisogno di liquidità. Questo poiché richiedono pochissime garanzie da parte del cliente. Le carte revolving più usate sono la: UniCreditCard Flexia Classic, la BancoPosta Più, la Montepaschi M'honey Card ClassicM'honey Card Classic e la BNL Classic.

Attenzione: le carte revolving offrono denaro a costi molto elevati! Evitatele se possibile.

Consolidamento debiti

Il consolidamento debiti è uno strumento finanziario molto utile a coloro che fanno parte della categoria dei “lavoratori dipendenti con busta paga già impegnata” di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo. Questo prodotto finanziario permette di riunire tutti gli importi dovuti in un'unica quota mensile da corrispondere alla banca. La rata viene studiata per essere più leggera e sostenibile, disimpegnando così parte dello stipendio, che otterrà nuovamente le caratteristiche necessarie per richiedere un finanziamento. La maggior parte delle volte, l’istituto finanziario a cui ci si è rivolti, mette automaticamente a disposizione del cliente della liquidità aggiuntiva. Anche le rate relative a questa somma verranno accodate a quelle da pagare.

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Prestiti fra privati

I prestiti fra privati appartengono a due categorie, i peer-to-peer che sono richiedibili sulle apposite piattaforme di lending e i prestiti fra privati. Nel primo caso i portali stessi si occupano di accreditare la somma sul conto del debitore e di corrispondere le rate mensili da pagare. I prestiti fra privati invece, consistono semplicemente nel rivolgersi a soggetti conosciuti che ci faranno un prestito generalmente infruttifero.

Prestiti d’onore per studenti

I prestiti d’onore per studenti solitamente sono strutturati in modo che il 60% della somma totale sia a fondo perduto e il restante 40% a tasso agevolato. Un finanziamento di questo tipo, rispetto agli altri della categoria “senza busta paga” è molto vantaggioso. Questo perché l'ente creditore inizierà ad incassare la somma dovuta solamente 1 anno dopo il termine del percorso di studi. Questa è una scelta fatta dagli istituti di credito per dare la possibilità ai ragazzi di trovare un impiego che gli permetterà di onorare il proprio debito.

Prestiti d’onore per le imprese

I prestiti d’onore per le imprese solitamente vengono utilizzati per finanziare l’avvio di una startup. Questi sono concessi agli under 35 e anche questa volta la metà della quota è a fondo perduto. Però c'è da dire che i bandi che riguardano i prestiti d'onore sono pochi. Per tentare di vincere è molto importante preparare un buon business plan da presentare.

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Consiglio: attenti alle truffe

Il web pullula di annunci fasulli che promettono in prestito grosse somme di denaro, con interessi bassissimi e poche garanzie. Bisogna sempre diffidare di offerte come queste, poiché si tratta di truffe operate da gente che vuole solamente entrare in possesso dei nostri dati personali. Infatti, è preferibile rivolgersi alla propria banca di fiducia o a degli enti che sappiamo essere sicuri.

Come scegliere il miglior prestito personale

Benché possa sembrare semplice scegliere il miglior prestito senza busta paga, in realtà non lo è. Questo perché le varianti in gioco sono davvero tante. In primis è molto importante non farsi abbagliare da somme in prestito elevate che difficilmente riusciremo a restituire. Di contro è anche consigliato evitare di impegnarsi in rate piccole, che derivano da esigue somme di denaro con tassi di interesse molto alti. È fondamentale anche non fornire come garanzia tutti i propri beni al fine di disporre di una somma in prestito alta. Questo perché potremmo incorrere in epiloghi spiacevoli se non dovessimo riuscire ad assolvere i debiti.