Prestiti cambializzati per autonomi

Ultimo aggiornamento di Giuseppe Rossetti

I prestiti cambializzati per lavoratori autonomi sono finanziamenti che vengono concessi a chi non ha una busta paga ma è in possesso di una partita iva, solo che per varie ragioni, non può accedere ai normali prestiti personali.

Prestiti cambializzati autonomi

Caratteristiche dei prestiti cambializzati per autonomi

Le cambiali sono titoli esecutivi a disposizione delle finanziarie e delle banche, che possono esercitare – anche per vie legali – il proprio diritto di riscossione nel caso in cui i clienti non rimborsino la somma dovuta come dovrebbero.

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I prestiti cambializzati non possono durare più di 10 anni, cioè 120 mesi: se il pagamento non viene effettuato nei tempi previsti, la banca che ha erogato il finanziamento può provvedere al pignoramento dei beni del debitore.

I prestiti cambializzati per lavoratori autonomi, possono essere richiesti anche da chi in passato è stato reputato un cattivo pagatore o è stato classificato come soggetto protestato.

Questi hanno il vantaggio di non presupporre alcuna garanzia reddituale, proprio perché sono le cambiali stesse a costituire un titolo reale esigibile, naturalmente occorre essere in possesso di un bene pignorabile, diversamente non sussisterebbe la contropartita alla cambiale.

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Gli autonomi che hanno bisogno di cifre ingenti hanno, per altro, l’opportunità di affidarsi a un garante, vale a dire un soggetto terzo che si impegna a pagare la cifra dovuta nel caso in cui le scadenze dei rimborsi non vengano rispettate dal titolare del contratto.

La semplicità e la velocità con cui si può ottenere questo tipo di prestito è il suo maggior tratto distintivo. Non solo, si può usare un prestito cambializzato per consolidare diverse posizioni debitorie in corso, farlo fungere quindi da prestito per consolidamento debiti. Vale la pena di specificare che – come si può facilmente immaginare – difficilmente è possibile trovare prestiti cambializzati per lavoratori autonomi online.

Documenti necessari

Per quel che riguarda i documenti necessari per ottenere un prestito cambializzato, ad un lavoratore autonomo viene richiesta una copia della dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno o ancor meglio degli ultimi tre anni.

Poiché si tratta di lavoratori autonomi, non c’è il “paracadute” del trattamento di fine rapporto maturato e maturando con cui si ha a che fare quando si concedono dei finanziamenti ai lavoratori dipendenti: proprio per questa ragione è richiesta la sottoscrizione di una polizza vita di non meno di due anni.

In sintesi, non essendo previsto un contratto di lavoro, chi richiede il prestito è tenuto a fornire:

  • la carta di identità;
  • il codice fiscale;
  • il certificato di reddito
  • la lista dei beni che vengono sottoposti a garanzia con le cambiali.

Se per i lavoratori dipendenti i prestiti con cambiali sono garantiti dal Tfr e dalla busta paga e per i pensionati dal certificato Inps, per i lavoratori autonomi, sia che abbiano una busta paga sia che non ce l’abbiano, sono indispensabili la dichiarazione dei redditi e una polizza assicurativa rischio vita – impiego. La rata che viene applicata è personalizzata, decisa di volta in volta a seconda dei casi, tendenzialmente con un tasso fisso.

Come viene erogato il prestito cambializzato

Una volta che il finanziamento viene approvato, la banca provvederà a versare il denaro sul conto corrente del debitore, in alternativa se questo non è disponibile provvederà ad emettere un assegno circolare.

Naturalmente la prima ipotesi è quella realmente praticata, anche perché comunque per restituire il denaro avuto in prestito un conto corrente bisogna averlo. Diversamente si possono utilizzare i bollettini postali ma per queste operazioni non si usano praticamente più.

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Cos’è e come funziona una cambiale

Senza entrare troppo in dettagli tecnici, la cambiale è un titolo esecutivo che, in questo caso, funge da garanzia sul prestito che viene concesso a chi ne fa richiesta ma non ha fonti di reddito sufficienti per ottenere il finanziamento denza offrire ulteriori garanzie.

Il creditore della cambiale – la banca, in questo caso – è sicuro che il finanziamento verrà rimborsato: se così non fosse, ricorrerà al pignoramento dei beni del soggetto che ha ottenuto il prestito.

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Conclusioni

In conclusione, i prestiti cambializzati per i lavoratori autonomi costituiscono la forma di finanziamento di riferimento per coloro che non dispongono di una busta paga e per i lavoratori autonomi che in passato sono stati classificati come cattivi pagatori, sono finiti negli elenchi dei soggetti protestati o comunque hanno avuto a che fare con dei problemi finanziari.

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