L'olio di palma fa male?

L'olio di palma fa male? L'interrogativo è diventato di calzante attualità negli ultimi mesi, al punto che diverse aziende stanno pubblicizzando prodotti alimentari e preparati ottenuti senza quest'olio.

Ma è davvero così pericoloso come viene descritto, oppure è stato adottato un meccanismo di "terrorismo" che ha impedito di conoscere le reali caratteristiche del prodotto? Lo scopriamo nelle prossime righe.

Cosa sappiamo

Capire se e perché l'olio di palma fa male vuol dire prendere in considerazione le sue caratteristiche e la sua composizione. Per quasi il 50%, l'olio di palma è costituito da acidi grassi saturi, il più importante dei quali è l'acido palmitico; per il 39%, poi, è costituito da acidi grassi monoinsaturi, il più importante dei quali è l'acido oleico; per l'11%, è costituito da acidi grassi polinsaturi, il più importante dei quali è l'acido linoleico; infine, per meno dell'1% è costituito:

  • da polifenoli;
  • da carotenoidi;
  • da fosfolipidi;
  • da tocoferoli;
  • da squalene;
  • da steroli;
  • da altri elementi biologicamente attivi.

Una ricerca pubblicata su The American Journal of Clinical Nutrition nel 2014 ha dimostrato che il consumo abituale di olio di palma è in grado di far crescere in maniera notevole la concentrazione di trigliceridi, di colesterolo e di grassi nel sangue; inoltre, favorisce un aumento del rapporto tra il colesterolo LDL e il colesterolo HDL, vale a dire il colesterolo cattivo e il colesterolo buono.

Ancora, è stato evidenziato che tra i consumatori abituali di olio di palma la presenza nel sangue del colesterolo LDL è più elevata rispetto ai consumatori di olio extravergine di oliva o altri grassi più salutari. Non bisogna dimenticare, poi, il fatto che l'olio di palma in molti casi viene impiegato dalle aziende alimentari in forma esterificata, il che comporta un peggioramento del profilo lipidico: a risentirne in negativo è la salute del cuore.

Uno studiato pubblicato, sempre nel 2014, su Lipids mette in mostra la correlazione tra il consumo di acido palmitico - quello, appunto, contenuto nell'olio di palma - all'aumento di sostanze infiammatorie presenti nel sangue. Lo sviluppo di patologie come i tumori, il diabete, l'aterosclerosi e le malattie cardiovascolari è, non di rado, collegato agli stati di infiammazione cronica.

Olio di palma fa male? Le evidenze scientifiche

Entrando più nello specifico, le evidenze scientifiche che permettono di capire se l'olio di palma fa male mettono a confronto regimi alimentari ricchi di olio di palma e regimi alimentari ricchi di acidi grassi monoinsaturi e acidi grassi polinsaturi.

L'allarmismo generalizzato che negli ultimi tempi ha chiamato in causa l'olio di palma è di sicuro motivato, almeno in parte, dalla composizione chimica di quest'olio che è senza dubbio differente rispetto alla composizione chimica degli altri oli vegetali, ma è opportuno precisare che in realtà non sono stati molti gli studi ritenuti validi dal punto di vista scientifico che si sono occupati degli effetti che l'acido palmitico ha sul rischio cardiovascolare e sul rischio coronarico.

Uno di questi è stato condotto per quasi 20 anni, tra il 1980 e il 1997, in più di venti Paesi in tutto il mondo, e ha preso in esame gli effetti negativi sul lungo periodo: secondo gli autori di tale ricerca ogni chilo di olio di palma che viene assunto favorisce un incremento del tasso di mortalità dovuta a malattie del cuore. Nei Paesi industrializzati ci sono 17 morti ogni 100mila abitanti per questo motivo, e in questi Paesi l'olio di palma viene consumato in misura minore.

Vale la pena di citare, ad ogni modo, anche gli studi condotti sull'olio di palma nel 2009 in Francia che avrebbero dimostrato che con un'assunzione di olio di palma di 1300 milligrammi al giorno non ci sono rischi cardiovascolari né differente rispetto a un'assunzione di grassi di origini animali. Si tratta, tuttavia, di conclusioni che devono essere prese con le pinze, perché molti esperti ritengono che, in realtà, il consumo medio giornaliero di olio di palma non sia di 1.3 grammi ma di almeno quattro volte di più.

Quanto olio di palma assumiamo ogni giorno?

Per avere un'idea della quantità di olio di palma che introduciano nel nostro organismo quotidianamente è sufficiente sapere che un singolo biscotto industriale dal peso di 13 grammi può contenere ben 2 grammi di grasso di palma. Numeri che fanno riflettere, senza dubbio.

Conclusioni

In conclusione, in attesa che si riesca a capire se l'olio di palma fa male davvero oppure no, un suggerimento utile è quello di cercare di limitare il più possibile il suo consumo, magari preferendo oli vegetali che presentano una concentrazione più elevata di acido oleico. In generale, poi, sarebbe preferibile contenere il contenuto lipidico del proprio regime alimentare e limitare l'introduzione nell'organismo degli acidi grassi trans-idrogenati.