Mollusco contagioso

Il mollusco contagioso (Molluscum contagiosum virus) è una patologia dermatologica di origine virale che colpisce la cute e, talora, le membrane mucose. Essa si manifesta con la comparsa di lesioni e papule rosee che possono ricoprire l’intero corpo, eccezion fatta per i palmi delle mani e la pianta dei piedi.

Vediamo di seguito qual è la sintomatologia, come è possibile prevenire l’infezione e qual è il percorso terapeutico consigliato.

Mollusco contagioso: cos'è

L’infezione da mollusco contagioso è determinata da un virus che appartiene alla famiglia dei Pox virus, caratterizzato da DNA a doppio filamento. Essa è molto frequente nei bambini di età inferiore ai 15 anni (rappresentano circa l’80% dei casi) e si manifesta con micro-lesioni a forma di nodulo di colore rosa e leggermente incurvate al centro.

Si tratta di una malattia benigna che, tuttavia, è necessario tenere sotto controllo al fine di evitare che le lesioni subiscano una trasformazione maligna. Va detto, inoltre, che i climi caldi e un elevato grado di umidità rappresentano un significativo fattore di rischio.

La diagnosi

La diagnosi mollusco contagioso, avviene in seguito ad una visita specialistica. La constatazione della patologia è immediata, ovvero non necessita di esami diagnostici approfonditi. Il dermatologo, in altri termini, sarà in grado di riconoscere a vista l’infezione.

Come si trasmette

Il virus mollusco contagioso, presenta un periodo di incubazione compreso tra una settimana e sei mesi, si trasmette sia per contatto cutaneo con un soggetto infetto che attraverso i rapporti sessuali (la forma di contagio più diffusa tra soggetti adulti); in quest’ultimo caso le aree cutanee interessate dalle protuberanze sono quelle genitali.

Il molluscum contagiosum virus, inoltre, può anche essere trasmesso attraverso oggetti contaminati (asciugamani, spugne da bagno, capi di abbigliamento, lenzuola, biancheria, ecc.), perché venuti in contatto con le lesioni di una persona colpita dall’infezione. Anche la condivisione di docce o di vasche con individui infetti può determinare la trasmissione del virus.

Mollusco contagioso - bambini piccoli (ovvero quelli che hanno un’età compresa tra gli 1 e i 4 anni), in particolare quelli che presentano un deficit a livello immunitario o che sono affetti da dermatite atopica, spesso contraggono l’infezione in luoghi pubblici come le piscine o le spiagge.

Sintomatologia

La patologia - mollusco contagioso si manifesta con la iniziale comparsa sulla pelle di macchie biancastre che poi si trasformano in papule rosee dure e traslucide. Queste ultime possono variare sia per numero (possono arrivare fino a un centinaio) che per dimensione (da due a 15 millimetri).

Talora queste lesioni possono infiammarsi, gonfiarsi e causare un fastidioso prurito oltreché determinare infezioni ricorrenti e traumi oculari (si pensi, ad esempio, alla congiuntivite). Le papule nei soggetti adulti compaiono, nella maggior parte dei casi, nei seguenti punti del corpo:

  1. cosce
  2. viso
  3. ascelle
  4. braccia
  5. mani
  6. natiche
  7. inguine
  8. basso ventre
  9. genitali esterni
  10. zona anale

Prevenzione

Non esiste una vera e propria prevenzione contro il virus del mollusco contagioso, tuttavia, al fine di ridurne le possibilità di trasmissione è assolutamente necessario:

  • avere rapporti sessuali protetti. Tuttavia è bene ricordare che l’uso del preservativo non esclude in toto l’eventuale contagio, in quanto esso può avvenire anche tramite il contatto cutaneo tra altre zone del corpo.
  • evitare la condivisione di asciugamani, vestiti, biancheria, spugne da bagno e altri oggetti similari.
  • osservare quotidianamente le principali norme igieniche, al fine di garantire al proprio organismo uno stato di benessere.

Un soggetto infetto, inoltre, dopo aver toccato un’area cutanea colpita dal virus dovrebbe evitare, se non dopo aver lavato accuratamente le mani, di toccare altre parti del proprio corpo, in modo tale da scongiurare l’eventualità che la patologia si espanda a causa della cosiddetta autoinoculazione.

Come si cura

In via preliminare è bene precisare che i tempi di guarigione variano a seconda delle condizioni del sistema immunitario del paziente.

Ad esempio nei soggetti affetti da Aids, le cui difese immunitarie risultano praticamente azzerate, l’infezione è molto difficile da debellare e rischia di trasformarsi in una malattia degenerativa e cronica. Anche in coloro che assumono il cortisone abitualmente, le papule risultano essere più resistenti alle terapie e possono essere molto numerose.

A ogni modo diremo che i principali sintomi del mollusco contagioso scompaiono, nei soggetti sani, spontaneamente, nel giro di diversi mesi; è tuttavia necessario un intervento di rimozione meccanica delle papule.

La cura canonica consiste nell’estirpazione delle lesioni tramite la cosiddetta cauterizzazione (ovvero la bruciatura tramite uno strumento chirurgico denominato cauterio e che presenta una forma simile a quella di un cucchiaio). Questa pratica può essere effettuata esclusivamente dal dermatologo ed è la medesima utilizzata per l’eliminazione delle verruche.

In alternativa è possibile ricorrere alla crioterapia, ovvero la terapia del freddo, una metodica che si basa sull’utilizzo dell’azoto liquido (N2), un agente criogeno in grado di raggiungere i 196 ° sotto lo zero. Quest’ultimo viene applicato sulle papule, provocando una vera e propria ustione da congelamento che determina la morte della cellula per shock termico e lo spontaneo distaccamento della protuberanza. Questa terapia non presenta particolari controindicazioni, ma è tuttavia sconsigliata ai soggetti che sono particolarmente sensibili al freddo. Rispetto alla cauterizzazione, la crioterapia risulta essere meno dolorosa, anche se tuttavia prevede tempi di cicatrizzazione significativamente più lunghi.

Una terza alternativa è rappresentata dalla tecnica del laser pulsato: questo trattamento terapeutico si basa sull’utilizzo di un fascio di luce in grado di annientare tutte le cellule contenute dalle papule. L’effetto collaterale di questa metodica è la comparsa di ematomi che scompaiono nel giro di qualche settimana.

Fino a qualche tempo fa non esistevano farmaci specifici e creme topiche in grado di curare l’infezione da mollusco contagioso né di alleviarne i sintomi, ma negli ultimi tempi sono stati messi a punto farmaci antivirali, cheratolitici, immunosoppressori (come cidofovir, imiquimodina, ecc.) che possono essere applicati direttamente sulle protuberanze.

Conclusioni

In conclusione diremo che il mollusco contagioso, categorizzata come infezione poco pericolosa, è una patologia piuttosto diffusa: essa, infatti, colpisce 2,6 individui su 100. Finché il virus è attivo la possibilità di recidive è piuttosto frequente.

Link utile: Wikipedia - Mollusco contagioso