Magnetoterapia professionale

La magnetoterapia, agendo sui processi chimici dell’organismo, è in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti, di velocizzare il processo di guarigione, di alleviare il dolore e di rilassare la muscolatura.

Ma questa terapia funziona davvero? Quali i lati positivi e quali i negativi? Scopriamoli!

Cosa è la Magnetoterapia?

La magnetoterapia (in gergo tecnico Magnetoterapia Pulsata ad Alta Frequenza) è una disciplina terapeutica non invasiva e indolore che sfrutta i benefici dei campi magnetici. Questi ultimi, infatti, interagendo con le cellule, sono in grado di ripristinare le condizioni fisiologiche ottimali.

Cenni storici

La magnetoterapia non è un ritrovato della scienza moderna ma è una tecnica conosciuta sin dai tempi dell’antico Egitto; tuttavia è a partire dagli anni 50 del secolo scorso che essa ha assunto la dignità di vera e propria terapia professionale.

Studi scientifici

Grazie ad una serie di studi scientifici di settore, infatti, è stato dimostrato che la magnetoterapia è in grado di rigenerare le cellule danneggiate da una malattia cronica o infiammatoria e, contestualmente, di ottimizzare la cinetica enzimatica. Tutto ciò consente alla magnetoterapia di produrre una vasta gamma di benefici sia immediati che a lungo termine (azione antiinfiammatoria, rigenerazione dei tessuti, accelerazione del processo di guarigione, azione stimolante del sistema endocrino, azione antistress, ecc.).

Pricipio di funzionamento

Per effettuare questa particolare forma di fisioterapia sono necessari appositi apparecchi che utilizzano i campi elettromagnetici a scopo terapeutico. Bisogna precisare a tal proposito che la frequenza del campo magnetico varia in base all’intensità della corrente elettrica, in funzione dell’effetto biologico che deve essere prodotto e del disturbo che si intende trattare.

Benefici della magnetoterapia

La magnetoterapia produce numerosi effetti benefici sull’organismo umano e viene applicata soprattutto per il trattamento delle patologie ossee (osteoporosi, artrite, artrosi, fratture, osteoartropatia, ecc.). Ad esempio coloro che sono affetti da osteoporosi, ripetendo un paio di volte l’anno questa terapia, riescono a ridurre il processo degenerativo.

Migliora l'assimilazione del calcio...

La magnetoterapia, d’altra parte, stimola l’assimilazione di calcio e contribuisce in tal modo, al benessere generale dell’apparato osseo e dei denti. Essa è assolutamente consigliata anche in caso di fratture, in quanto favorisce la ricostruzione ossea.

Allevia il dolore

Un altro aspetto da non sottovalutare di questa terapia è la sua capacità di fungere da analgesico; essa, pertanto, è consigliata per alleviare i dolori muscolari, articolari e mestruali, nonché per ridurre la sintomatologia di cefalee, tendiniti e cervicali.

Migliora la circolazione

Questo trattamento, inoltre, è anche in grado di migliorare la circolazione arteriosa e di favorire la vasodilatazione; è stato dimostrato, infatti, che il sangue che è passato attraverso un campo magnetico presenta una migliore capacità di ossigenarsi e di eliminare le sostanze tossiche.

Accelera la guarigione

La magnetoterapia, accelerando il metabolismo cellulare, rappresenta anche un ottimo rimedio per favorire il riassorbimento degli edemi sia post-traumatici che chirurgici. Va detto, infine, che questo trattamento non interferisce con la terapia farmacologica, ma costituisce per essa un valido supporto.

Ricapitoliamo di seguito i principali effetti benefici prodotti dalla magnetoterapia:

  1. Rigenera i tessuti ossei e cutanei
  2. Migliora la circolazione arteriosa
  3. Favorisce l’ossigenazione del dangue
  4. Aumenta l’apporto di calcio nelle ossa
  5. È un potente analgesico
  6. Favorisce il riassorbimento degli edemi post-traumatici e chirurgici

Controindicazioni

In linea di massima possiamo affermare che la magnetoterapia non ha particolari controindicazioni. Tuttavia essa è sconsigliata ai seguenti soggetti:

  1. portatori di stimolatori cardiaci (pacemaker), in quanto la macchina che produce campi magnetici potrebbe compromettere il funzionamento dell’apparecchio che stimola elettricamente la contrazione del cuore;
  2. portatori di elettromedicali impiantabili;
  3. pazienti affetti da neoplasie, in quanto la magnetoterapia accelera i processi trofici;
  4. donne incinte e donne cha allattano, per evitare che insorgano complicazioni;
  5. adolescenti, in quanto è necessario attendere che si sviluppi la massa ossea definitiva;
  6. pazienti affetti da iperfunzione tiroidea.

Nel caso in cui il paziente sia portatore di protesi metalliche, pur non escludendo la possibilità di sottoporsi al trattamento di magnetoterapia, è sempre consigliabile la valutazione di uno specialista.

A tal proposito ricordiamo che la magnetoterapia non è compatibile con protesi realizzate con acciai inossidabili, mentre le protesi realizzate in lega di titanio o in leghe SME (leghe di nickel-titanio) risultano compatibili con il trattamento, in quanto questo metallo non presenta proprietà magnetiche.

Altri effetti collaterali a breve termine possono essere: vertigini, insonnia, sbalzi umorali e riacutizzazione temporanea del dolore.

Va detto, inoltre, che questo trattamento non deve essere considerato una cura vera e propria; essa, piuttosto, è da intendersi come valido supporto per altre terapie e va sempre e comunque effettuata solo con il consenso del proprio medico di fiducia.

Infine un’ultima raccomandazione: è sempre necessario attenersi scrupolosamente alle istruzioni dell’apparecchio medicale, in quanto ogni macchina presenta specifiche caratteristiche.

Conclusioni

La magnetoterapia, che può essere considerata una disciplina a metà strada tra le cure tradizionali e quelle alternative, negli ultimi anni è diventata una delle terapie più diffuse e popolari; essa, tuttavia, non ha ancora ottenuto il placet unanime del mondo della scienza.