Guida pratica al prestito personale

Il prestito personale rappresenta una delle tipologie di finanziamento che una banca può erogare ai privati. Si tratta di una somma di denaro che viene accordata senza che il beneficiario debba giustificarne l'utilizzo, ma ovviamente all'atto della stipula ne vengono stabilite il numero e l'ammontare delle rate mensili per il rimborso, ma anche il tasso d'interesse (che solitamente è fisso, ma in alcuni particolari casi può essere variabile) e tutti gli altri dettagli.

L'obiettivo di questa guida è quello di fornirti una panoramica generale sui prestiti personali, quali requisiti si devono avere per richiederli, cos'è e come funziona un piano di ammortamento, quali sono i riferimenti per valutare correttamente il costo di un prestito ed essere in grado di fare un confronto tra più offerte. Toverai risposte a quesiti tipo: cosa succede se non si pagano con regolarità le rare del prestito, come gestire il diritto di recesso e cosa comporta l'estinzione anticipata del debito contratto.

I requisiti: quali sono

Per ottenere un prestito personale, i richiedenti devono soddisfare determinati requisiti, questi possono variare in taluni aspetti a seconda delle regole interne all'istituto a cui ci si rivolge, ma rientrano sempre all'interno delle norme stabilite dalla Banca d'Italia.

Il primo requisito richiesto per ottenere un prestito personale è che il richiedente deve avere raggiunto la maggiore età e non aver superato i 70 anni, anche se sono possibili particolari eccezioni.

Il secondo requisito è poter dimostrare di avere le risorse economiche necessarie per pagare le rate senza entrare in sofferenza. Serve dunque avere un reddito dimostrabile, il quale, considerando tutte quelle spese che mensilmente bisogna sostenere, bollette e quant'altro, non intacchi il reddito per un valore superiore ad un terzo dello stesso.

Il terzo requisito è poter dimostrare di essere residenti effettivi nel territorio italiano se poi si possiede un conto corrente bancario è un plus a patto che lo stesso sia in attivo e non in sofferenza.

Il quarto requisito è essere in grado di fornire tutta la documentazione che la banca prende in esame per valutare la capacità restitutiva. Generalmente i documenti richiesti sono: la busta paga per quanto riguarda i lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), in cedolino della pensione per i pensionati e la dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi. Oltre ai documenti appena citati, gli istituti di credito perndono in esame anche entrate di altro tipo, purchè siano dimostrabili. Esempio classico una rendita da affitto di un immobile.

Il quinto requisito è avere una buona reputazione finanziaria. Se in passato si sono avuti problemi con altri finanziamenti, è necessario avere sistemato ogni pendenza ed aver atteso che eventuali segnalazioni negative siano state cancellate in quanto decorsi i termini presvisti dalle normative vigenti. A tale proposito può essere utile leggere l'articolo: Cancellazione dati CRIF, tempi e modi.

Il quinto requisito è tale solo se il reddito non è ritenuto abbastanza alto o se vi sono alcune problematiche che possono ostacolare l'iter della pratica, questi casi, la banca può richiedere garanzie accessorie, come ad esempio l'indicazione di coobbligati, cioè l'indicazione di più persone disposte ad assumersi la responsabilità di restituire il credito nel caso di inadempimento da parte del richiedente, in questo modo l'istituto si tutela profondamente.

Il piano di ammortamento

I dettagli che caratterizzano un prestito vengono rivelati con il piano di ammortamento, si tratta in sostanza di un documento che comprende il numero di rate complessive, la loro composizione e le loro scadenze. Esistono diverse tipologie di ammortamento applicabili, da quello tedesco a quello italiano, passando per quello americano o anglosassone fino ad arrivare al piano di ammortamento alla francese, il quale è comunemente usato in Italia. Questo piano, prevede la divisione della rata in due parti, una è la quota capitale e l'altra la quota di interessi.

Come funziona il piano di ammortamento alla francese: questo piano, prevede prima il saldo degli interessi e poi quello del capitale, ecco dunque che le prime rate possiedono un ammontare elevato degli interessi i quali man mano che si onorano i pagamenti decrescendo, al contempo sale il pagmanto della quata capitale, questo bilanciamento fa sì che l'ammontare complessivo della rata rimanga costante.

In conclusione, la definizione del piano di ammortamento è utile a mostrare tutti i dettagli del rimborso di un finanziamento, così il richiedente del prestito è in grado di conoscere precisamente tutte le scadenze e l'ammontare ancora residuo del debito contratto mese per mese, rata dopo rata.

Il costo

Compreso come funziona il piano di ammortamento è ora il momento di andare a comprendere come e soprattutto cose bisogna guardare per capire, calcolare io costo effettivo del prestito personale. Iniziamo!

Per comprendere come si calcola il costo totale di un finanziamento bisogna tenere conto degli interessi da remunerare sul capitale e di tutte quelle spese accessorie che la banca sostiene, si tratta di voci come i costi di istruttoria e per l’apertura della pratica, gli oneri fiscali, l’incasso delle rete e altre spese relative alle assicurazioni. Ma per valutare più nello specifico il costo totale del prestito si utilizza il cosiddetto TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che indica mediante una percentuale costi e oneri complessivi del prestito. Grazie al TAEG è dunque possibile confrontare due prestiti, infatti quello con la percentuale più bassa risulta quello più conveniente.

Attenzione: occorre precisare che talvolta nell'indice TAEG non vengono inclusi i costi opzionali. Un esempio per tutti: quando l'assicurazione non è obbligatoria, il costo dell'a stessa molto spesso non viene incluso nel T.A.E.G. perché in sostanza non è detto che sia richiesta tale garanzia accessoria. In fase di valutazione dei costi questa è una variabile che deve essere verificata in quanto incide molto sull'intero costo del finanaziamento, il rischio è di commettere errori di valutazione soprattutto in caso confronto tra due o più preventivi.

Cosa diversa invece è il TAN (per chi se lo stesse chiedendo e in considerazione del fatto che tale sigla viene spesso presentata assieme al TAEG). Si tratta del cosiddetto Tasso Annuo Nominale, ossia la percentuale che indica il tasso di interesse puro da pagare su base annua, quindi gli interessi dovuti ma calcolati sottraendo le varie voci che portano alla formazione dell’importo finale, per questo il TAN è sempre inferiore al TAEG. In quest'ottica bisogna tenere conto che quando viene proposto un finanziamento personale a tasso zero (cosiddetto TAN zero), non vuol dire che non esiste la possibilità della presenza di ulteriori costi, ma in ogni caso questi sono sempre indicati nel TAEG, che funge quindi da strumento di garanzia in questa tipologia di contratti.

L'assicurazione

Il prestito personale può essere stipulato ricorrendo anche ad una forma di tutela che nella maggioranza dei casi in sostanza tutela la banca più che il debitore. L'assicurazione è una protezione sul rischio di insolvenza in caso di morte, di grave malattia, di inabilità temporanea, ricoveri ospedalieri, invalidità permanente o perdita del posto di lavoro da parte del debitore.

Attenzione: si sbaglia pensando che in caso di infortunio sul lavoro - anche grave - o perdita del lavoro, il debitore venga esonerato dal pagamento del debito. Vero è che sarà l'assicurazione a pagare le rate ma è altresì vero che successivamente quando la situazione si sarà stabilizzata, l'assicurazione farà rivalsa sul debitore. Ecco perché nel paragrafo precedente abbiamo fatto notare che nella maggioranza dei casi è la banca ad essere tutelata, non il debitore. Quanto detto vale ad eccezione del caso di morte, in questa circostanza l'assicurazione dovrà saldare l'intero importo del finanziamento e non potrà esigere nulla da eventuali eredi.

Come accennato in precedenza il sostenimento del costo di una polizza assicurativa non viene sempre inclusa nel TAEG, consigliamo sempre e comunque una verifica -, nel caso di un prestito personale, si tratta di una opzione facoltativa (obbligatoria sul prestito con cessione del quinto), ma alcune volte è la banca a poter legare l'erogazione del prestito personale alla stipula della polizza assicurativa, nei casi in cui ad esempio non ritiene molto solida la situazione reddituale del richiedente.

Attenzione: nel caso in cui l'istituto di credito per concedere il prestito chiede la copertura assicurativa, è diritto del richiedente scegliere nel libero mercato, l'assicurazione che più ritiene vantaggiosa. Questa polizza sarà un contratto a parte ed in caso di estinzione anticipata del prestito, la parte non goduta deve esere restituita al titolare della polizza. Per avere maggiori informazioni consigliamo di leggere l'articolo di approfondimento sul rimborso dell'assicurazione.

Il diritto di recesso

La legge 229/2003 contempla la possibilità di cambiare idea del consumatore, con la possibilità di recedere dal contratto di prestito entro un periodo di 14 giorni dal momento in cui è stata apposta la firma. Ciò è possibile mediante l'invio di un'apposita comunicazione all'indirizzo di riferimento della banca con cui si è stipulato l'accordo. Se si rispettano questi tempi l'interruzione del rapporto non comporta alcun costo per il richiedente e non c'è bisogno di un consenso esplicito da parte dell'istituto finanziario per ritenere chiusa l'operazione.

Il recesso può essere inviato sia per posta che tramite e-mail certificata, ma deve comunque essere seguita da una raccomandata a/r nelle 48 ore successive per validare la disdetta, che non necessita dell'esposizione di una motivazione da parte del richiedente.

L'estinzione anticipata

Il cliente può sempre decidere di esercitare l'estinzione anticipata del finanziamento, rispetto alla scadenza prestabilita con la banca, ossia restituire prima del previsto il capitale residuo. Nel dettaglio, il debitore deve rimborsare alla banca creditrice la quota de capitale residuo e la quota degli interessi maturati fino ad allora.

L'estinzione anticipata in genere prevede il pagamento di una mora, questo perché il finanziamento termina prima della scadenza fissata con l'istituto finanziario. Tutto ciò avviene con il pagamento di un indennizzo che per legge non deve mai superare l’1 % della somma rimborsata anticipatamente nel caso in cui vi siano ancora più di 12 rate da saldare, sarà lo 0,5 % nel caso in cui la durata residua del finanziamento è inferiore o uguale a dodici mesi.

In ogni caso, estinguere anticipatamente un finanziamento diventa una scelta conveniente per chi si trova nella fase iniziale del prestito e ha ancora parecchi interessi da corrispondere, viceversa per chi ha già restituito quasi per intero la somma stabilita potrebbe rappresentare una soluzione svantaggiosa, in relazione proprio all'indennizzo.

Ricordiamo che anche in caso di estinzione anticipata, si ha il diritto al rimborso dell'assicurazione per la parte non goduta.

Cosa succede se non si pagano una o più rate

Se per qualsiasi ragone non si pagano le rate di un prestito, conseguenze sono...

1° l'istituto di credito si attiva e mada un sollecito di pagamento, indicativamente ciò avviene nei primi quindici giorni dal mancato pagamento, fino a questo momento salvo rare eccezioni non ci sono conseguenze gravi se si procede in tempi brevi al pagamento della rata scaduta.

2° Decorsi i 2 mesi di ritardo del pagamento delle rate, si viene segnalati alla centrale rischi, più precisamente nel SIC (Sistema di Informazioni Creditizie) del CRIF. Se si è giunti a questo punto la propria reputazione creditizia è compromessa e la segnalazione rimane nel registtro per un periodo che di 12 mesi dal momento in cui si provvede a regolarizzare la posizione. Attenzione: quanto detto vale solo se nei mesi successivi i pagamenti vengono effettuati senza ritardi.
Quando il ritardo sui pagamenti sono di 3 o più rate, il periodo in cui si rimane segnalati passa a 24 mesi dal momento in cui si è regolarizzata la posizione, questo a patto che nell'arco dei successivi 12 mesi non vi siano ulteriori ritardi.
Infine se il finanziamento non viene rimborsato si rimane segnalati per 36 mesi dal momento in cui la banca non cominica al CRIF di aver ricevuto il pagamento di tutti gli importi arretrati e quindi di aver estinto il prestito.

3° Dal momento che non si sono pagate regolarmente le rate, la banca oltre ad inviare la segnalazione al SIC del CRIF, applica gli interessi di mora previsti dal contratto. Questi ulteriori costi vanno dunque a sommarsi alle rete mensili rendendo ancora più oneroso il costo del prestito.

4° Anche dopo aver estinto il prestito, si rimane segnalati come cattivi pagatori, questo per il tempo previsto a seconda del tipo di ritardo (come descritto al punto n° 2), in questo periodo, 12, 24, 36 mesi non è possibile chiedere ed ottenere alcun prestito, fatta eccezione per cessioni del quinto e o altre situazioni particolari gestite di volta in volta. Di fatto però ottenere un prestito sarà quasi impossibile.

Consiglio
Chi si trova in una situazione di difficoltà momentanea a pagare la rata dovuta, deve in primo luogo rivolgersi tempestivamente alla propria banca per trovare una soluzione adeguata ed evitare la segnalzione alla centrale rischi. La banca per superare questo momento di difficoltà, a fronte di un chiaro segnale di buona volontà, può ad esempio posticipare la rata andando ad allungare il piano di rimborso precedentemente previsto. Questa operazione a dei costi ma evita di essere travolti dalle conseguenze derivanti da una segnalazione alla centrale rischi.

La liberatoria

Quando un prestito viene negato tale informazione viene memorizzata all'interno della banca dati del Crif, per un periodo di 30 giorni, quindi se si richiede nuovamente un prestito durante questo periodo la risposta negativa sarà automatica perché si trova appunto la traccia del rifiuto. Per questo bisogna chiedere alla banca che ha dato il diniego alla concessione del prestito una liberatoria, ossia una dichiarazione che presenta le cause del rifiuto e attendere la rimozione della segnalazione prima di procedere con una nuova richiesta di finanziamento.

Questo documento è utile anche nei casi in cui si hanno più domande di prestito in corso, in quanto questa situazione viene inserita nel database delle informazioni, facendo risultare una richiesta ancora in corso e con il rischio che l'erogazione venga negata, anche se si possiedono i requisiti per ottenerla, in questo caso la liberatoria agisce proprio per evitare ciò.

Altre tipologie di prestito

In questa guida abbiamo preso in considerazione tutti gli aspetti legati alla richiesta di un prestito personale, ma le possibilità che rientrano all'interno della sfera dei prestiti sono numerose, andiamo quindi a vedere quali sono le altre tipologie di finanziamento proposte dalle banche.

Si parte dal prestito finalizzato erogato da un istituto finanziario, ma richiesto a chi vende un bene o un servizio specifico che il cliente vuole acquisire a rate come ad esempio le automobili, le moto, gli elettrodomestici, i viaggi e quant'altro.

Un'altra forma di finanziamento è rappresentata dalla cessione del quinto dello stipendio (nel caso di un lavoratore dipendente) o della pensione (nel caso di un pensionato). Si tratta di un prestito che viene rimborsato saldando le rate mensili mediante la detrazione effettuata direttamente dallo stipendio (o pensione), fino a un massimo di due quinti dello stesso.

Poi c'è il prestito fiduciario, che si richiede in situazioni dove si ha una necessità impellente di contanti. Si tratta di un prestito non finalizzato che viene erogato a chi possiede i requisiti economici per restituirlo e oltre ai lavoratori viene a volte accordato anche agli studenti.

Si segnala anche il prestito con delega di pagamento, che somiglia alla cessione del quinto come tipologia di prestito, ma può essere concesso solo a dipendenti pubblici o privati (non ai pensionati), con la restituzione sempre tramite prelievo dallo stipendio.

Infine, c'è il prestito vitalizio ipotecario rivolto ai proprietari di case con più di 60 anni di età. Qui il finanziamento viene erogato a seguito di un'ipoteca sull'immobile, con il debito che non va saldato fino alla morte del richiedente o in alternativa può essere saldato discrezionalmente a rate.