Detrazioni fiscali mutuo prima casa

Da poco hai comprato la tua prima abitazione e acceso un mutuo? Magari è anche giunto il momento della dichiarazione dei redditi e stai pensando se ci sono sgravi fiscali sulle spese che hai sostenuto per il prestito o sugli interessi pagati. Buone notizie, se hai fatto un mutuo prima casa la legge italiana prevede effettivamente uno sconto o rimborso sull'Irpef. Vuoi sapere però, precisamente quali sono le detrazioni interessi per il mutuo prima casa? Allora, sei nel posto giusto per scoprirlo!

Le detrazioni a cui puoi accedere al momento, si basano principalmente su un rimborso o sconto Irpef pari al 19%, su interessi passivi e oneri accessori. Gli interessi passivi sono i costi legati al mutuo, e sono rappresentati dalla quota d'interesse che paghi mensilmente in ogni rata corrisposta alla banca che ti ha concesso il prestito. Gli oneri accessori, invece, sono rappresentati invece da: l'onorario del notaio, le spese dell'istruttoria della pratica, le spese fiscali ecc...

Se desideri conoscere con maggiore precisione quali sono gli oneri accessori e gli interessi passivi soggetti alla detrazione, e calcolare a quanto può ammontare al massimo questo sconto fiscale, ti consiglio, di soffermarti un paio di minuti e continuare a leggere la nostra guida completa.

Come funziona la detrazione interessi passivi e oneri accessori per la prima abitazione

Gli interessi passivi sul mutuo prima casa e gli oneri accessori possono essere scaricati ogni anno direttamente durante la dichiarazione dei redditi. Quindi al momento della compilazione dell'Unico Redditi o 730, la somma massima ottenuta mediante il bonus, verrà detratta dalle tasse sul reddito. In caso di eccedenza, invece, ti verrà corrisposto un rimborso. L'eccedenza sovviene nel momento in cui l'importo delle detrazioni da scaricare è maggiore rispetto a quelle da pagare.

Il massimo che si può ottenere è comunque pari al 19% delle spese sostenute per interessi passivi e oneri accessori, su un massimo di 4000 mila euro.

Per accedere allo sconto Irpef, bisogne ricordare che questa vale solo per l'abitazione principale in cui il contribuente risiede abitualmente, oppure all'interno della quale, non oltre un anno dall'acquisto risiede un familiare, che presenta entro il terzo grado di parentela o il secondo grado in caso di affini. Infine, per l'accesso al bonus sono previsti anche altri requisiti che variano a seconda dell'anno in cui si è stipulato il mutuo.

Vediamo, dunque, a quanto ammonta e quali sono i requisiti necessari per accedere allo sgravio fiscale, a seconda dell'anno di stipula.

Mutuo stipulato dopo il 2001

Per tutti coloro che hanno richiesto il mutuo dal 1 gennaio 2001 ad oggi, la detrazione è prevista su un massimo di spesa di 4000 mila euro. Quindi anche se l'importo degli interessi passivi del mutuo ipotecario per la prima casa e le spese accessorie sono maggiori, lo sconto verrà sempre calcolato in base a questo limite.

Il bonus spettante è calcolato sul 19% di 4000 mila euro, pari dunque a 760 euro totali, da sottrarre dalle tasse da pagare al momento della dichiarazione dei redditi. L'eventuale eccedenza, come abbiamo anticipato, viene invece corrisposta come rimborso Irpef a settembre tramite addebito diretto sullo stipendio, o bonifico sul conto corrente da parte dell'Inps (per i disoccupati o chi sta percependo la NASPI)

La somma è egualmente detraibile per tutti gli intestatari del mutuo. L'unica eccezione è prevista nel caso in cui il prestito sia intestato a due coniugi, uno dei quali è fiscalmente a carico dell'altro. In questo caso, sarà solo colui che sostiene l'intera spesa a poter richiedere di detrarre la somma prevista. Se invece i coniugi cointestatari del mutuo hanno due redditi e sostengono insieme la spesa, entrambi potranno godere in egual misura dell'agevolazione.

Infine, possono accedere a questo sgravio fiscale solo coloro che:

  • hanno adibito la casa ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto
  • hanno fissato il domicilio all'interno della casa, entro un anno dal rilascio dell'immobile (se questo era locato al momento in cui è stato comprato)
  • entro due anni da quando hanno acceso il mutuo, in caso di ristrutturazione

Stipula del mutuo dopo il 1993

In caso di stipula del mutuo dopo 1993, il calcolo degli interessi passivi e oneri accessori prevede una somma limite pari a 4000 mila euro. In questo caso dunque la detrazione corrisposta sulla dichiarazione dei redditi è sempre pari al 19%, e non viene data in egual misura ma può essere suddivisa tra i vari intestatari del mutuo.

La suddivisione indica che se la casa è intestata a due persone questa sarà per entrambi pari al 19% di 2000 euro. Infine per chi ha stipulato il prestito dopo 1993, i requisiti richiesti prevedono che l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro al massimo 6 mesi.

Infine, i richiedenti devono dimostrare che negli anni è rimasta sempre la loro prima casa (quest'obbligo non vale per chi si è trasferito per cause lavorative). Se negli anni l'abitazione non è figurata sempre come domicilio principale la detrazione massima che si può ottenere non sarà su 4000 mila euro, ma su 2065,83 euro da suddividere tra i vari intestatari del mutuo.

Mutuo prima del 1993

Per tutti coloro che hanno acquistato una casa entro l'8 dicembre del 1993 è prevista una detrazione Irpef con limite massimo di 4000 mila euro. In questo caso, non sono stati previsti limiti temporali per adibire la casa ad abitazione principale. Quindi chi da quest'anno in poi ha chiesto il bonus, ne ha potuto usufruire senza vincoli specifici. Inoltre, se hai comprato casa prima di questa data, lo sconto fiscale è fruibile per tutti gli intestatari del mutuo in egual modo. Questo vuol dire che se la casa è stata comprata da due persone con due redditi a sé stanti, entrambi potranno ricevere uno sconto sulle imposte pari al 19% di 4000 mila euro.

Oneri accessori detraibili il primo anno dalla stipula del mutuo

Come abbiamo accennato all'inizio gli interessi passivi sono quelli che ogni anno si pagano sul mutuo, a seconda del contratto fatto con la banca al momento del prestito. Questi sono soggetti alla detrazione insieme ad eventuali oneri accessori.

Gli oneri accessori, al contrario degli interessi passivi del mutuo che possono essere scaricati ad ogni dichiarazione dei redditi, non sono presenti ogni anno, in quanto questi sono relativi a specifiche spese che per forza di cose, si sostengono solo in alcuni momenti. La maggior parte degli oneri accessori vengono calcolati il primo anno dopo la stipula del mutuo e possono essere detratti solo una volta nella successiva dichiarazione dei redditi.

Se hai acceso un mutuo quest'anno, in aggiunta agli interessi passivi puoi scaricare, sempre nel limite imposto pari a 4000 mila euro, anche queste specifiche voci di spesa:

  • L'onorario del notaio al momento dell'acquisto della casa
  • Le imposte di registro, ipotecarie e catastali
  • Le imposte di istruttoria e perizia tecnica
  • Le eventuali spese sostenute per le autorizzazioni da parte del giudice tutelare, o in caso di acquisto durante una procedura concorsuale.

Oneri accessori detraibili per chi ha già acquistato casa

Se hai acquistato la tua prima abitazione negli anni precedenti, invece puoi eventualmente detrarre gli oneri accessori solo se si sono verificate queste spese durante l'anno in corso. Le spese incluse sono:

  • Provvigione per scarto rateizzato
  • Penalità per l'estinzione anticipata del mutuo (per i prestiti stipulati prima del 2007)
  • Spese di istruttoria e perizia tecnica in caso di surrogazione del mutuo

Quali spese non sono previste nel calcolo degli oneri accessori

Nel calcolo degli oneri accessori, come riportato dalla circolare 15/E/2005 dell'Agenzia delle Entrate, non sono previste tutte le spese sostenute per la stipula dell'assicurazione bancaria richiesta obbligatoriamente dalla banca per l'erogazione del mutuo.

Anche le spese per l'intermediazione del mutuo da parte dell'agenzia immobiliare non fanno parte di quelle accessorie. Queste però godono comunque di una detrazione a sé stante, che si può ottenere solo l'anno dopo aver stipulato il mutuo, e che prevede uno sconto dell'Irpef pari al massimo al 19% di 1000 euro, comportando dunque un risparmio totale di non più di 190 euro.