Finocchio selvatico

Il finocchio selvatico secondo il linguaggio dei fiori è simbolo di coraggio, forza e longevità. Questo significato deriva dall'epoca romana, durante la quale i gladiatori erano soliti cingersi la testa e il bacino con questa pianta, affinché li proteggesse durante la battaglia. Da questa pianta, però deriva anche il termine infinocchiare. Il motivo di tale impiego della parola è dovuto agli osti che per non far sentire i difetti del vino lo servivano insieme a dei biscotti al finocchio che ne copriva il sapore.

Il finocchio o finocchietto selvatico, il cui nome scientifico è Foeniculum vulgare è una pianta mediterranea di tipo erbacea, appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. Questa è conosciuta principalmente come pianta aromatica, cresce spontanea nelle zone costiere, ma oggi viene anche coltivata direttamente mediante la semina.

Caratteristiche del Finocchio Selvatico

Caratteristiche del Finocchio Selvatico

Il finocchio selvatico è un arbusto erbaceo tipico delle zone mediterranee in cui nasce spontaneo. In Italia, questo si presenta in natura principalmente nelle regioni centrali e meridionali. Infatti, in Sicilia data la forte crescita spontanea della pianta, sono molti i piatti tradizionali aromatizzati con i suoi semi.

La pianta è ombrellifera e perenne, se lasciata crescere questa raggiunge delle buone dimensioni, infatti può arrivare anche ad un metro di larghezza e 1/2 metri di lunghezza. I fiori sono molto piccoli e di colore giallo o bianco, raggruppati in cima allo stelo ricordano la forma di un ombrello. All'interno dei fiori nascono i semi che sparsi dal vento, possono dare vita a nuove piante di finocchietto selvatico anche dove non lo si è coltivato. Le foglie invece sono filiformi e di colore verde chiaro.

Coltivazione cura e riproduzione

Coltivazione e riproduzione del finocchio selvatico

Il finocchietto o finocchio selvatico si riproduce molto facilmente specie se coltivato dove il clima è mite per l'intero corso dell'anno. Soffre molto il freddo e le gelate invernali, per questo motivo si sconsiglia di coltivarlo nelle regioni settentrionali a meno che non si provveda a farlo in vaso o in serra.

Il terreno migliore è ben drenato e con un suolo sciolto. In natura cresce bene anche sui terreni sabbiosi o ghiaiosi, ma si ottiene una produzione migliore piantandolo nei terreni ricchi di sostanze organiche.

Semina
Per seminarlo, bisogna innanzi tutto lavorare il terreno, in modo tale da far scorrere via l'acqua il eccesso mediante la vangatura. Inoltre, prima di seminarlo si consiglia una concimazione organica e naturale. Il letto della semina poi dev'essere pianeggiato con l'aiuto di un rastrello. La semina avviene in autunno tramite l'utilizzo di un semenzaio, successivamente con l'arrivo della primavera le piantine vengono messe a dimora nel terreno ad una profondità massima di un centimetro. Si tenga conto che la pianta è considerata infestante, quindi è veramente semplice coltivarla.

Acqua e innaffiatura
Questa pianta non richiede molta acqua per vivere, ciò nonostante, durante il periodo estivo la si dovrebbe innaffiare regolarmente, specie se si nota che il suolo si sta seccando. L'innaffiatura inoltre, deve avvenire solo o al mattino presto o la sera sul tardi.

Concimazione
Data la sua natura perenne per mantenere la pianta sempre in vita, si consiglia concimare ogni anno con prodotti naturali, ancor meglio con del compost di letame maturo. Durante l'inverno invece la pianta dev'essere potata, in questo modo durante la primavera potranno nascere i nuovi fiori, in modo più rigoglioso.

Propagazione

La propagazione della pianta è molto semplice basta lasciare che il fiore germogli. Dopo di ché si prelevano i semi e s'immettono nel terreno durante il periodo primaverile.

Raccolta

Grazie al forte aroma dell'intera pianta, la raccolta dei rami, foglie e e germogli avviene durante l'intera stagione vegetativa, mentre per quanto riguarda i semi, questi vengono raccolti solo quando maturi.

Conservazione dei semi

Come detto la raccolta dei semi avviene quando questi ultimi sono ben maturi ed è solo allora che possono essere riposti in barattoli di vetro o in sacchetti di tela per la loro conservazione. I rami e le foglie invece non vengono conservati ma consumati freschi. 

Uso e proprietà benefiche

Uso e proprietà benefiche finocchio selvatico

Il finocchio selvatico è conosciuto ampiamente per le sue proprietà benefiche sull'organismo, principalmente questo agisce sull'apparato digerente, come depurativo per lo stomaco e antispasmodico.

I semi delle sue infiorescenze sono usati in erboristeria per la creazione di infusi e tisane che calmano lo stomaco. Questo infuso può essere utilizzato per alleviare i crampi muscolari, per le dispepsie, le coliche gassose e il meteorismo.

In cucina si utilizzano i semi del finocchio selvatico come erba aromatica e per insaporire diversi piatti tra cui brodetti di pesce, sughi e carni come anche per per preparare taralli, formaggi e biscotti. I semi e le foglie macerate nell'alcol sono invece usate per liquori e amari e per speziare il vino caldo.

Ad uso culinario, sono destinate anche le foglie tenere, spesso messe all'interno delle insalate miste. Cotte invece vengono utilizzate per diversi piatti tipici e anche per smorzare l'amaro di altre verdure come le cime di rapa.

Infine, nella cosmesi naturale le parti del finocchio selvatico sono utilizzate per preparare olii essenziali.

Malattie

Il finocchietto selvatico è sensibile agli attacchi degli afidi. Nel caso ciò si verifichi si consiglia di tagliare le zone intaccate e di fare un macerato di aglio o ortica per allontanare gli insetti.

La pianta è soggetta anche a malattie crittogamiche, provenienti da diversi funghi. Questi possono colpire la radice e portare al marciume radicale. Si consiglia di evitare i ristagni idrici per preservare la salute della pianta.