Foto di due artigiani felici - Detrazioni fiscali per ristrutturazione

Rimodernare la propria abitazione prima poi risulta essere necessario, in quanto le case invecchiano, si deteriorano, gli impianti si logorano. A volte c’è bisogno di un nuovo bagno, o c’è bisogno di fare delle modifiche per mettere in sicurezza l’immobile. Questi lavori hanno un costo non indifferente, per questo motivo al fine di aiutare il cittadino a sostenere l’onere di queste spese, lo Stato italiano prevede le detrazioni fiscali per ristrutturazione. L’ammontare delle detrazioni in base all’anno in cui si richiedono, viene regolato dalla legge del TUIR (Testo unico sull’imposta del reddito) o dalla Legge di Bilancio in corso.

Quest'anno, ad esempio bisogna fare riferimento alle soglie di spesa e percentuali di detrazione previste dalla Legge di Bilancio del 2018. Quando invece, il decreto non viene inserito all'interno di questa legge, allora le somme di detrazione fanno riferimento a quanto previsto dalle legge presente nel Testo Unico sull'imposta del reddito. Quindi le agevolazioni fiscali per ristrutturare casa sono sempre in vigore, ma se la legge di bilancio si pronuncia in merito cambiano importi e percentuali detraibili.

Se devi fare dei lavori di riammodernamento su un unico immobile o su un condominio, sarai sicuramente curioso di sapere quali sono le detrazioni in vigore, come ottenerle e richiederle al momento della dichiarazione dei redditi! Scopriamolo insieme in questa guida.

Detrazioni fiscali ristrutturazione 2018: a quanto ammontano?

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Come abbiamo già accennato tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio possono essere soggetti a vantaggi fiscali che riguardano sia le singole unità abitative sia gli edifici condominiali.

Le detrazioni fiscali previste dalla legge italiana nel Testo Unico delle imposte sui redditi, consistono solitamente in una detrazione Irpef del 36% sulle spese, con un massimo di spesa pari a 48 mila euro per ogni unità immobiliare.

Nel 2018 però grazie alla legge di Bilancio, promulgata a Dicembre del 2017, e consultabile sul sito del Senato Italiano, sarà possibile accedere alle detrazioni fiscali ristrutturazione e usufruire di una detrazione Irpef del 50% e di un importo limite di spesa pari a 96 mila euro per ogni unità immobiliare.

Quindi se pensi di eseguire i lavori di ammodernamento entro il 31 dicembre del 2018, avrai una detrazione Irpef più vantaggiosa e un limite di spesa più ampio per ogni singola unità immobiliare. Se invece inizi i lavori a partire dal 1 gennaio del 2019, dovrai fare riferimento alla legge in materia, e potrai richiedere una detrazione inferiore sia in percentuale sia per limite di spesa.

Per tutti coloro che scelgono di avviare i lavori per la ristrutturazione, inoltre, è entrato in vigore (come previsto dalla legge di bilancio) l'obbligo di trasmettere all'Enea tutte le informazioni sui lavori effettuati, per controllarne la riqualificazione energetica.

Chi può usufruirne?

Le detrazioni per la ristrutturazione sono disponibili per tutti i contribuenti che sono assoggettati all'Irpef e che risultano essere residenti sul suolo italiano, o ai non residenti che però presentano un immobile in Italia.

L'agevolazione, come segnalato dal testo del TUIR, è prevista non solo per i proprietari degli immobili ma anche per coloro che presentano diritti reali o personali sulla singola unità immobiliare.

Quindi possono richiedere la detrazione:

  • I reali o nudi proprietari
  • I titolari dei diritti di usufrutto o godimento dell'immobile
  • i locatari o i comodatari
  • i soggetti che producono redditi in forma associata (come indicato nell'articolo 5 del TUIR)
  • gli imprenditori individuali che non prevedono l'immobile tra i loro beni strumentali, ma come bene personale.
  • i soci di cooperative indivise o divise che sono segnalate come proprietarie dell'immobile

Se sostengono le spese di rifacimento dell'immobile, possono inoltre richiedere la detrazione anche:

  • i familiari conviventi del proprietario dell'immobile (sino al terzo grado di parentela e gli affini sino al secondo grado)
  • il familiare che risulta separato ma che è l'assegnatario dell'immobile (anche se intestato all'altro coniuge)
  • i conviventi che non sono titolari di un contratto di comodato
  • i componenti dell'Unione civile

Quali sono gli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali?

Gli sgravi fiscali possono essere richieste per alcuni specifici interventi sulla singola unità immobiliare. Come elencato dall'articolo 3 del Tuir, queste possono essere richieste specificatamente per:

La manutenzione straordinaria: ossia tutti quei lavori che prevedono opere e modifiche necessarie per rinnovare le parti, anche strutturali, di un edificio. Inoltre, sono inclusi i lavori per gli ambienti igienico-sanitari (l'aggiunta di un bagno) e per l'implementazioni tecnologiche. Questi interventi anche se straordinari non devono in alcun modo modificare la volumetria complessiva dell'edificio.

Restauro e risanamento conservativo: ossia tutti quegli interventi che servono a conservare l'immobile e assicurarne la sicurezza e la funzionalità. In questo caso bisogna rispettare gli elementi strutturali e formali dell'abitazione, e si può modificare la sua destinazione d'uso solo con le categorie compatibili.

ristrutturazione edilizia: infine, questa prevede tutte quelle opere e lavori che permettono di trasformare un fabbricato e di crearne uno del tutto o in parte differente da quello che c'era in precedenza.

Gli interventi di manutenzione straordinaria illustrati possono essere effettuati su tutti gli immobili di qualsiasi categoria: catastale o rurale, comprese le loro pertinenze. Non sono ammessi al beneficio della detrazione gli interventi di manutenzione ordinaria (ad esempio: la tinteggiatura degli ambienti), questi infatti sono inclusi nella detrazione solo se vengono effettuati nei condomini, e non valgono per le case private e singole unità abitative.

Come richiederla?

La richiesta per ottenere detrazione può essere inoltrata solo se si sono eseguiti i lavori in conformità con quanto previsto dalla legge. Quindi per richiedere la detrazione prima di iniziare i lavori è necessario:

-Rivolgersi a una ditta specializzata o a uno o più professionisti edili che possano fatturare e indicare gli interventi di ristrutturazione che andranno a effettuare.

-Richiedere eventuali permessi al Comune, come: il CIL (Comunicazione inizio lavori), il CIA o il SCIA. Per sapere quale documentazione e permessi presentare al comune è necessario richiedere l'aiuto di un geometra, architetto o ingegnere. In quanto sarà necessario in ogni caso, portare un progetto realizzato da uno di questi tre liberi professionisti, per evidenziare i lavori di ristrutturazione che verranno effettuati.

-Infine, per richiedere queste agevolazioni è necessario che ogni lavoro, acquisto di materiale sia pagato con un metodo tracciabile quali fattura o assegno circolare non trasferibile. Inoltre, questi devono essere emessi dal soggetto che andrà a richiedere la detrazione fiscale.

La richiesta per la detrazione, infine, dovrà essere effettuata dal commercialista o dal Patronato al momento della Dichiarazione dei Redditi successiva all'anno in cui si sono eseguiti i lavori.

Se esegui i lavori entro il 31 dicembre del 2018, la richiesta andrà effettuata mediante il 730 o l'Unico Redditi a luglio del 2019 e la detrazione sarà pari al 50% con un massimo di spesa di 96 mila euro. Per i lavori che si iniziano a svolgere dal 1 Gennaio del 2019, la detrazione ristrutturazione potrà essere richiesta nella dichiarazione dei redditi del 2020, seguendo la percentuale prevista dal TUIR pari al 36% e su un massimo di spesa di 48 mila euro.

Come si ottiene il rimborso

Una volta effettuata la richiesta, il rimborso delle detrazioni non avviene in un unico anno. Infatti, la somma di cui si ha diritto come detrazione Irpef, viene suddivisa in 10 rate annuali e verrà risarcita solo in base al massimo della quota annua detraibile. La quota annua detraibile dipende dal reddito del richiedente l'agevolazione fiscale.

Quindi se la quota annua detraibile è ad esempio al massimo di 1400 euro, ma la detrazione Irpef prevista dalle spese sostenute per la ristrutturazione prevede una rata pari a 1600 euro annui per 10 anni, i 200 euro che caratterizzano la parte residua della quota massima detraibile, non potranno essere recuperati in alcun modo.

Quindi la ripartizione della detrazione Irpef per la ristrutturazione, verrà sempre e comunque eseguita in base all'ammontare della quota massima detraibile, se la spesa è maggiore a questa, l'eccedenza andrà persa e non sarà in alcun modo recuperabile.