Cosa valuta l'istituto di credito per concedere un prestito

Capita sempre più spesso che le richieste di finanziamento vengano respinte dagli istituti di credito, i motivi possono essere i più svariati, esempio: reddito insufficiente, lavoro precario, cattiva reputazione finanziaria, o più semplicemente la politica interna adottata dalla banca prevede di limitare i finanziamenti ad alcune categorie di clienti piuttosto che ad altre, magari, anche chi è in linea con i requisiti normalmente richiesti, potrebbe - per logiche interne - vedersi negato il prestito. Viene quindi da domandarsi: ma cosa valuta l'istituto di credito per concedere o negare un prestito? Un attimo di pazienza, lo scopriremo presto.

Veniamo a noi, magari  tu che in questo momento stai leggendo questo articolo sei in procinto di chiedere un prestito, e visto quanto appena detto, prima di procedere, voi sapere su quali criteri generali, banche e finanziarie decidono se approvare o meno il finanziamento. Bene, sei nel posto giusto per chiarire ogni tuo dubbio. Alla fine di questo vero e proprio vademecum avrai le informazioni necessarie per comprendere cosa valuta un istituto di credito e di conseguenza prepararti adeguatamente così da aumentare le possibilità che la tua domanda venga accettata.

Criteri di valutazione della richiesta di prestito

Partiamo dal presupposto che concedere un finanziamento rappresenta un rischio per una banca, quindi essa ha la necessità di applicare dei criteri di valutazione piuttosto rigidi prima di accordare l'operazione, questo per ridurre al minimo il rischio di mancato rimborso di quanto erogato. In pratica questi criteri consentono alla banca di comprendere il livello di affidabilità del tuo profilo, quindi se dovesse riscontrare una considerevole possibilità che tu non sia in grado di pagare le rate, non ti concederà il prestito, in caso contrario, (salvo diversi obiettivi strategici della banca), si.

1. Età del richiedente

Una delle cose prese in considerazione, nel momento della valutazione di una richiesta di finanziamento, riguarda l'età del richiedente, il quale deve essere compresa fra un minimo di 18 e un massimo di 75. Soprattutto per quanto riguarda i prestiti ai pensionati l'età è un fattore molto determinante in quanto in genere ci si aspetta che l'operazione finanziaria si concluda entro 80 anni. Ciò con esclude che alcuni istituti di credito eroghino prestiti rimborsabili entro i 90 anni ma questi ultimi sono una rarità.

Per quanto riguarda invece l'età minima, come detto la legge prevede che il limite da cui partire sia la maggiore età, In questo caso servono garanzie solide per veder accettata la richiesta, questo perché alla centrale rischi (per ovvi motivi) non c'è traccia di prestiti andati a buon fine, in sostanza, il diciottenne non ha ancora una reputazione creditizia, ragione per cui l'istituto di credito sarà tendenzialmente più selettivo, più attento al reddito ed al contesto lavorativo in quanto sono gli unici parametri su cui basare la valutazione del rischio. In questi casi avere un garante è senz'altro un plus di notevole valore, per la verità lo è sempre.

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2. Tipo di impiego

Anche la tua tipologia di impiego influisce in modo significativo sulle valutazioni della banca, infatti fra le prime cose da dimostrare  c'è il possesso di un reddito stabile con la relativa documentazione. Ciò è possibile utilizzando la busta paga se sei un lavoratore dipendente, in particolare se disponi di un contratto a tempo indeterminato possiedi una corsia preferenziale, vista la stabilità lavorativa, ma questo non significa che non hai chance se possiedi un contratto a tempo determinato, infatti potresti farcela anche in questo caso, anche se meno probabile. Se invece lavori come libero professionista o lavoratore autonomo, devi dimostrare il tuo reddito tramite la dichiarazione dei redditi, mentre puoi compiere questa operazione mostrando il cedolino della pensione se appartieni a tale categoria.

3. Reddito dimostrabile

Un altro fattore che gli istituti di credito valutano qualora non vi fosse un reddito derivante da un impiego o dalla pensione, è l'avere un reddito dimostrabile, potrebbe ad esempio essere una rendita conseguente l'affitto di una casa, di un capannone, un terreno o altre varie situazioni che generano entrate regolari e comprovabili tramite una documentazione di comprovata provenienza, in tal senso si possono utilizzare gli estratti conto bancari dove questa rendita viene versata. Il reddito esistente ma non dimostrabile non è oggetto di valutazione.

4. Capacità restitutiva

Un altro fattore importante a cui l'istituto finanziario da molto peso è il cosiddetto rapporto rata reddito, questo parametro che consente di stabilire l'ammontare della rata di un prestito. Di solito si attesta intorno ad una soglia massima del 30-35% rispetto alla tua fonte di reddito mensile. Per fare un esempio concreto questo significa che se disponi di un reddito mensile di 1.000 euro, non potrai avere una rata dall'importo superiore rispetto a 300 o 350 euro.

Grazie al giusto rapporto reddito / rata del prestito, la banca ha una ragionevole fiducia che riuscirai a sostenere l'impegno, perché il suo peso è sostenibile. La percentuale stabilita non è casuale, infatti tiene conto di ciò che prevedibilmente avrai a disposizione con il tuo reddito al netto dei costi che sostieni per vivere, bollette, assicurazioni, affitto, spese di prima necessità e quant'altro.

5. Affidabilità creditizia

Oltre ad età, lavoro e reddito del richiedente un altro requisito valutato dalla banca è l'affidabilità creditizia, che viene misurata mediante un punteggio, che si consegue basandosi su criteri oggettivi. Questo si collega con il ragionamento di prima, quello relativo al diciottenne che non avendo avuto altri prestiti prima non ha una reputazione creditizia e quindi l'affidabilità in tal senso non è misurabile.

Per tutti coloro invece che in passato hanno avuto prestiti, questa "affidabilità creditizia" viene misurata interpellando la banca dati della centrale rischi dove (fatto sconosciuto a molti) non vengono registrate solo le informazioni negative rate pagate in ritardo, o peggio ancora prestiti non onorati ed ancora in morosità, ma anche quelle delle operazioni finanziarie andate a buon fine.

Le informazioni custodite nelle banche dati della centrale dei rischi, sono in grado di fornire importanti dettagli sull'affidabilità del richiedente, ad esempio, come già accennato, se rientri nella lista dei cattivi pagatori, perché non hai onorato il pagamento delle rate di un prestito precedente. Se così è, purtroppo salvo rare eccezioni, difficilmente otterrai un nuovo finanziamento se prima non si sono sistemate le posizioni pregresse ed attesi i tempi previsti per la cancellazione dei dati negativi.

Se in passato hai avuto problemi ma li hai poi risolti, ti consiglio di leggere l'articolo dove abbiamo indicato tempi e modi in cui questi dati negativi vengono cancallati dal database del CRIF.

6. Politica interna dell'istituto finanziario

Un ulteriore criterio su cui la banca si basa se concedere o meno un prestito è riconducibile a quella che è la politica adottata dalla stessa. In sostanza questa politica altro non è che la strategia che l'istituto di credito ha pianificato per portare avanti i propri obiettivi industriali. 

Facciamo un esempio: supponiamo che tu sia un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato, la tua reputazione creditizia è intatta, tutti i precedenti prestiti sono stati pagati regolarmente ed al momento non hai altri attivi. Dalla situazione appena descritta, tutto lascia pensare che non c'è ragione per cui una richiesta di un prestito, o di un mutuo sia negata giusto? Ma cosa succede se ad una verifica dell'azienda per la quale lavori viene fuori che la stessa naviga in brutte acque? Ecco che, se la politica interna dell'istituto di credito è contraria ad erogare prestiti ai dipendenti delle aziende di dubbia solidità, tu potresti vederti rifiutare il prestito anche se al momento - in teoria - hai tutte le carte in regola per averne uno.

7. Cittadinanza, residenza e conto corrente

Per ottenere un prestito la banca tiene conto anche di altri requisiti come il possesso della residenza nello stato italiano e l'essere intestatari di un conto corrente. Infine, la valutazione sull'opportunità o meno di concedere un finanziamento può essere soggetta a considerazioni fatte dall'istituto finanziario, come ad esempio la convenienze in base alla situazione economica del momento o agli obbiettivi finanziari da conseguire.

Conclusioni

Al termine di questa lettura ti starai chiedendo come mai è così importante conoscere questi comportamenti assunti dalla banca prima di concedere un prestito. La risposta è semplice, infatti è fondamentale conoscerli perché ti consentono di comprendere la fattibilità di un prestito, in modo da realizzare una richiesta adeguata tenendo conto dei criteri e aumentare le possibilità di ottenerlo.

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