Conto corrente per protestati

A causa della crisi, il conto corrente per protestati è diventato una realtà con cui le banche si interfacciano con più frequenza rispetto al passato. Le opzioni per concedere l’apertura di questi tipi di conti esistono ma il risultato non è affatto assicurato.

In Italia manca una normativa chiara e univoca che regolamenti la questione dell'apertura di un conto corrente a cattivi pagatori e protestati. Le banche sono libere di procedere come meglio credono, accettare o rifiutare il cliente classificato come cattivo pagatore o protestato.

Conto corrente per protestati: il vuoto normativo

Lo sapevi? La legge italiana non vieta di aprire un conto corrente per protestati! Essendo le banche degli istituti di credito privati, questo tipo di conto corrente è valutato con molta più criticità rispetto ad uno per non protestati, soprattutto quando si chiede alla banca di concedere strumenti di credito e debito, quali:

  • plafond;
  • assegni;
  • carte di credito;
  • bancomat.

Esistono quindi tre tipologie di istituti:

  1. Quelli che concedono il conto corrente per protestati, a particolari condizioni (limitando gli strumenti di credito / debito);
  2. Quelli che valutano le singole pratiche e decidono sulla concessione o meno del conto corrente a protestati;
  3. Gli istituti che non prendono in considerazione l’opzione del conto corrente per protestati.

Se da un lato la legge italiana non discrimina i protestati al momento di aprire un conto corrente, è ovvio che, dal loro canto le banche prestino molta attenzione nel valutare se concedere o meno l'apertura di un c.c. quando si è considerati "cattivi pagatori".

Decidono le banche, quindi capire come ragionano è importante!

Richiedere l'apertura di un conto corrente per protestati è quindi legittimo, dunque cerchiamo di capire come ragiona la banca in modo da formulare richieste che possono essere prese seriamente in esame.

Come abbiamo detto, la banca in questo caso è l'unico arbitro sul campo, il vuoto normativo la rende l'unico attore in gioco con completa e libera capacità decisionale. Quindi, cosa succede esattamente?

Accade che, la banca prima di aprire una posizione chi è protestato, effettua delle valutazioni del rischio e del beneficio. Ad esempio, nella concessione di un mutuo per la casa, la banca tutela i propri interessi cercando di concedere un mutuo che sia in misura inferiore al valore dell'immobile, per proteggersi dal rischio di insolvenza del cliente e di concomitante ribasso del mercato immobiliare: tutto ciò a fronte del beneficio di poter ottenere il pagamento degli interessi sul denaro prestato.

Nel caso del cliente protestato, le valutazioni sono, sebbene in un altro contesto, le stesse:

  1. La banca ottiene il beneficio di poter custodire e mettere a frutto il denaro del protestato, investendolo in altre forme di rischio calcolato.
  2. A fronte del beneficio di poter avere il denaro del protestato, la banca offre il servizio di conto corrente che però è associato a dei rischi di insolvenza:
  • un assegno scoperto;
  • spese di carta di credito eccessive rispetto alla capacità di reintegrare il denaro;
  • una generale cattiva gestione del denaro (frequenza dei periodi di "rosso", versamenti rari e di piccola entità a fronte di spese e prelievi frequenti ed elevati etc.).

Il protestato è considerato un cliente più rischioso perché la sua storia finanziaria ha già evidenziato episodi di insolvenza.

Come aumentare le probabilità di apertura del conto?

L’apertura di un conto corrente per protestati è lasciata alla valutazione del singolo istituto di credito: data questa situazione di fatto, il singolo cliente protestato si trova da solo a negoziare con una banca che deciderà le sue sorti in base alle garanzie che il cliente potrà offrire, reperendole dalle proprie risorse personali o affidandosi ad un garante (nel caso in cui si abbia necessità di strumenti finanziari evoluti - esempio blocco assegni, scoperto di conto - carta di credito).

In tale scenario è bene, da parte del cliente protestato, non perdersi d’animo e sollecitare quanti più istituti di credito possibile, negoziando particolari condizioni economiche e strumenti finanziari a disposizione, fino a trovare un equilibrio fra esigenze personali e fiducia concessa dalla banca.

Un altro metodo, che però richiede tempi lunghi, è la richiesta di cancellazione dal registro dei protestati: i tempi di riabilitazione del protestato, ovvero il tempo necessario per poter accedere al conto corrente per protestati (in questo caso ex-protestati) va dai 12 ai 36 mesi.

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Consigli finali sui conti correnti a protestati

Per avere maggiori possibilità di ottenere l’apertura di un conto corrente per protestati, il singolo soggetto deve intraprendere degli iter che avranno tempi diversi e risultati diversi a seconda dell’entità dell’insolvenza e della disponibilità della banca a correre il rischio di avere un cattivo pagatore come correntista. Cosa si può fare per sistemare al meglio le cose? Vediamo!

  1. “ripulire” il suo storico finanziario in modo da risanare i debiti ed essere riabilitato quanto prima;
  2. rivolgersi a diversi istituti di credito in modo da avere più possibilità di ottenere una valutazione favorevole all'apertura di un conto corrente;
  3. assestare la propria situazione finanziaria per dimostrare basi solide per l’apertura di un conto corrente, ad esempio un contratto di lavoro regolare;
  4. trovare un garante, ovvero una terza persona che garantisca l’istituto di credito da ulteriori episodi di insolvenza da parte del protestato;
  5. accedere ad alternative al conto corrente, come ad esempio le carte conto prepagate. Si tratta di carte con iban per cui è possibile inviare e ricevere bonifici ed effettuare pagamenti ma solo nella misura dei soldi realmente presenti sul conto, senza possibilità di creare debiti.

Vademecum: chi sono i protestati?

I protestati sono spesso accomunati ai cattivi pagatori, ma esiste una differenza fra le due tipologie. Il protestato ha mancato il pagamento di assegni, cambiali o altri titoli di credito (che risultano scoperti al momento della loro scadenza): al momento del non pagamento, la banca/azienda creditrice avvia l’iter per pubblicare il mancato pagamento, rendendo pubblico l'episodio e facendo ufficialmente di tale individuo un protestato. È per questo che i conti correnti a protestati sono difficili da ottenere: si va a trattare con gli stessi enti causa del protesto.

Il cattivo pagatore è invece colui che paga in ritardo le rate di rimborso di un finanziamento.

Conclusioni

Concludendo: è importante capire che sotto ogni punto di vista, il protestato è un cliente come un altro: la legge infatti non lo penalizza ufficialmente. Le banche però, che sono istituti abituati ad eseguire calcoli rischi / benefici di ogni loro cliente ed assegnano al protestato un punteggio peggiorativo nella valutazione delle sue credenziali. Il conto corrente ai soggetti protestati viene concesso difficilmente e spesso con condizioni meno vantaggiose o comunque con meno strumenti di credito - debito rispetto ai clienti tradizionali.