Come e quando coltivare il pungitopo

Pungitopo (Ruscus aculeatus)

Perché coltivare il pungitopo? Presto detto! Perché il pungitopo, o rusco, è una pianta dalle innumerevoli virtù. È utilizzata in farmacia ed erboristeria, ma deve la sua fama alle sue bacche rosse, che maturano in inverno, e rendono il pungitopo uno dei simboli del Natale, assieme all’abete e all’agrifoglio. Inoltre, i germogli di pungitopo sono i protagonisti di diverse gustose ricette primaverili. La coltivazione del pungitopo è facile e molto soddisfacente.

Come coltivare il pungitopo: da dove partire?

Una conoscenza di base del pungitopo è importane per coltivarlo con successo. Innanzitutto è bene conoscere il calendario del pungitopo:

  • Semina: le bacche si seminano in autunno, i semi nudi in primavera;
  • Impianto: se effettua in autunno
  • Divisione: il rizoma va trattato in inverno
  • Fioritura: dura tutta la primavera
  • Produzione bacche: dall’autunno inoltrato fino a gennaio
  • Raccolta dei rami con le bacche: inverno
  • Raccolta de germogli: maggio
  • Potatura: primavera

Il pungitopo ha una crescita a velocità media e raggiunge al massimo il metro di altezza. Necessita di poche innaffiature (se piantato in terra) e di pochissima manutenzione, essendo un arbusto rustico già molto apprezzato nella sua forma naturale.

Semina del pungitopo

Il pungitopo si propaga in diversi modi. La semina non è il metodo più raccomandato, ma dà buoni risultati seppure in tempi lunghi. Per la semina si possono interrare direttamente le bacche intere o i semi nudi, avendo cura di farlo nella stagione giusta. I semi o le bacche si interrano a gruppi di almeno 5, poiché non sono molto vitali, e vanno tenuti con un terreno sempre leggermente umido fino alla crescita dei germogli.

Divisione del pungitopo

Questo metodo di coltivazione si pratica in inverno e prevede che la pianta madre sia sradicata utilizzando un forcone e procedendo con una certa delicatezza. Il forcone permette di estrarre l’intero apparato radicale senza tranciare parti importanti né danneggiare le piccole radici. Si noterà che la pianta cresce da un rizoma centrale, una sorta di radice carnosa. Il rizoma va tagliato in varie parti, assicurandosi che ogni segmento abbia almeno un getto e almeno una radice. Ogni segmento va piantato a sé in un terreno ben drenante: si può utilizzare un misto di terra da giardino e sabbia.

Trapianto dei getti di pungitopo

Un’ultima tecnica è il trapianto dei getti: questo metodo garantisce buoni risultati e dà soddisfazione immediata, perché si utilizzano piantine già abbastanza grandi, con rami e foglie subito visibili. Il trapianto avviene a settembre o a marzo e si può procedere sia suddividendo l’intero cespo della pianta madre in cespi minori, da ricollocare ognuno in un vaso o in una parte dell’aiuola, sia trapiantando i germogli più giovani che si staccano dalla pianta originaria.

Coltivazione

Per una coltivazione ottimale all’esterno, il pungitopo predilige un’esposizione abbastanza ombrosa in terreno umido, se all’aperto. Se in vaso, predilige un ambiente asciutto e fresco, per prevenire le infestazioni di oidio, con un’esposizione a mezz’ombra. Essendo comunque una pianta rustica si adatta facilmente anche a condizioni non ottimali. È molto resistente alle basse temperature, anche sotto lo zero.

Il terreno di coltura deve essere ben drenante, mentre per il ph si consiglia un terreno neutro o leggermente alcalino.

Le piante di pungitopo possono venire attaccate dall’oidio: in questo caso è molto utile utilizzare la polvere di zolfo per coprire le chiazze di oidio, fino alla guarigione.

Per la coltivazione all’aperto, il pungitopo si accontenta dell’apporto di acqua piovana, mentre la coltivazione in vaso richiede maggiori innaffiature, soprattutto nel periodo estivo: il pane di terra deve rimanere umido ma non eccessivamente bagnato. Toccando la terra con le dita si deve percepire l’umidità ma la terra non deve rimanere abbondantemente attaccata alle mani.

La concimazione va effettuata una volta all’anno, in piena primavera. I nutrienti prediletti dal pungitopo sono azoto (N), potassio (K) e fosforo (P). Il formato ideale è quello liquido ben diluito o quello secco in granuli a lento rilascio.

Per favorire una crescita più rigogliosa, con maggiore produzione di fiori e bacche è bene potare il pungitopo in primavera: si tagliano dalla base i rami vecchi.

Conclusione

Il pungitopo è una pianta poco esigente che dà molta soddisfazione sia in vaso che in piena terra. Se si opta per la coltivazione in vaso, il pungitopo diventa una pianta eccezionalmente ornamentale nel periodo natalizio.

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