Cambiali Finanziarie

Le cambiali finanziarie, previste dall'articolo 1 della Legge 43/94, sono titoli di credito all'ordine che vengono emessi in serie e che per ogni effetto di legge sono equiparate alle cambiali ordinarie. La loro scadenza è uguale o superiore a un mese e inferiore a trentasei mesi a partire dalla data di emissione.

Cambiali finanziarie: come si emettono

Girabili unicamente con la clausola senza garanzia, come indicato dall'articolo 2 della Legge 43/94, le cambiali finanziarie possono essere emesse dalle società cooperative, dalle società di capitali e dalle mutue assicuratrici diverse dalle micro-imprese e dalle banche che abbiano titoli rappresentativi negoziati in mercati non regolamentati o regolamentati o non negoziati.

L'emissione di queste cambiali, in base all'articolo 11 del Decreto Legislativo numero 385 del 1993, rappresenta una raccolta del risparmio e viene disciplinata dallo stesso articolo. Il girante non ha responsabilità nel caso in cui l'emittente non provveda al pagamento.

A cosa servono

Lo scopo delle cambiali finanziarie è quello di raccogliere soldi presso i risparmiatori tramite dei mutui collettivi con lo strumento cambiario: così facendo, l'emittente può investire il denaro nella propria attività.

Proprio perché si tratta di raccolta del risparmio, le cambiali finanziarie possono essere emesse unicamente da enti o società che mettano a disposizione specifiche garanzie di solvibilità, anche se il D. L. 83/2012 ha ampliato la gamma dei soggetti che hanno la possibilità di emetterle, visto che adesso è ammessa anche la forma dematerializzata, a patto che vi sia la mediazione di una società che sia autorizzata a prestare il servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari. In passato la scadenza era fissata a diciotto mesi: ora, come detto, è di trentasei mesi.

Anche le società che non sono quotate in mercati sia regolamentati che non regolamentati hanno la facoltà di emettere le cambiali finanziarie: è necessario, però, che possano contare su uno sponsor, che fornisca l'assistenza necessaria e supporti l'emissione dei titoli stessi.

Chi può essere uno sponsor per le cambiali

Sono numerosi i soggetti che hanno la possibilità di svolgere il ruolo di sponsor per le cambiali finanziarie: per esempio

  • le società di gestione armonizzate;
  • le società di gestione del risparmio (le cosiddette SGR);
  • le imprese di investimento;
  • le banche;
  • le società di investimento a capitale variabile (le cosiddette SICAV) a patto che abbiano una succursale in Italia.

In sostanza, il compito dello sponsor delle cambiali finanziarie, è quello di assistere l'emittente nel momento in cui i titoli vengono emessi; in più, fornisce il supporto necessario per il collocamento dei titoli.

Per ogni emittente, lo sponsor, è tenuto a specificare se il totale dell'attivo corrente è inferiore all'ammontare delle cambiali finanziarie in circolazione, secondo quel che si può dedurre dall'ultimo bilancio che è stato approvato.

Una sua ulteriore funzione è quella di classificare l'emittente in non meno di cinque categorie di qualità creditizia: categorie che devono essere rese pubbliche.

Tra gli obblighi dello sponsor c'è quello di mantenere una quota minima di titoli emessi dalla società non quotata nel proprio portafoglio fino a quando non sopraggiunge la loro scadenza naturale; questa quota è determinata dalla legge.

Le cambiali finanziarie possono essere emesse e di conseguenza girate, unicamente per investitori professionali che non risultino soci della società emittente né in modo indiretto né in modo diretto.

Le norme in vigore nell'ambito dei conflitti di interesse disciplinano il collocamento presso gli investitori professionali che abbiano un rapporto di controllo nei confronti di chi funge da sponsor.

Va ricordato che lo sponsor non è sempre indispensabile e in alcuni casi se ne può fare a meno.

Non tutte le società quotate hanno questa possibilità, come indicato dall'articolo 2 quater della suddetta Legge 43/94, che sottolinea che possono rinunciare alla nomina dello sponsor le società diverse dalle piccole e dalle medie imprese, prendendo come riferimento la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea.

Inoltre, è possibile fare in modo che lo sponsor non possegga una quota dei titoli della società emittente non quotata nel caso in cui vi siano delle garanzie che assistano l'emissione per almeno il 25% del valore di emissione stesso. Queste garanzie possono essere prestate da una impresa di investimento, da una banca o da un consorzio di garanzia collettiva dei fidi per le cambiali emesse dalle società che fanno parte di quel consorzio.

Caratteristiche

La legge del 1994, già citata più volte, stabilisce quali sono le caratteristiche morfologiche delle cambiali finanziarie: tali attributi devono essere sempre rispettati, per fare in modo che la procedura di emissione sia standardizzata e che si possa generare un mercato diffuso di questi titoli come per le lettere commerciali o i commercial paper che vengono negoziati e gestiti nei mercati finanziari stranieri.

Va detto, comunque, che fino a questo momento questo tipo di cambiale nel nostro Paese non ha incontrato troppa fortuna, in quanto le medie imprese e le piccole imprese tendono a privilegiare il prestito bancario: infatti, poiché non sono molto capitalizzate, possono vantare un merito creditizio contenuto e di conseguenza andrebbero a pagare interessi troppo salati e poco convenienti sul mercato.

Da notare, infine, che alcuni emittenti chiedono l'apertura di una linea di credito a una banca, allo scopo di rassicurare la clientela, offrendo una ulteriore garanzia per chi acquisisce la cambiale o le cambiali.

Conclusioni

Le c.f., in conclusione, sono cambiali che servono a raccogliere del denaro per fare in modo che i soldi ottenuti possano essere investiti in una specifica attività. La legge equipara queste cambiali a quelle ordinarie: esse possono essere girate unicamente con la clausola senza garanzia.

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