Pensione integrativa: tutti i vantaggi della previdenza complementare

La pensione integrativa si basa su un sistema di previdenza complementare che non sostituisce quello pubblico ma, semplicemente, lo affianca. I vantaggi che derivano dal ricorso alla previdenza integrativa sono molteplici, a cominciare dal trattamento fiscale di cui possono usufruire i suoi beneficiari. Inoltre, se si calcola la pensione che si potrà percepire, probabilmente, aderire ad un fondo di previdenza, diventa una necessità imprescindibile se ci si vuole assicurare un buon tenore di vita una volta andati in pensione.

Pensione integrativa

Pensione integrativa: a cosa serve?

Le forme pensionistiche complementari - pensione integrativa - permettono di accantonare una parte dei propri risparmi in modo regolare, dopo aver scelto la formula che si preferisce: si può optare, tra i vari prodotti previdenziali, per un piano individuale pensionistico, per un fondo pensione aperto o per un fondo pensione chiuso. In sostanza i contributi versati con la pensione normale vengono affiancati a questi altri risparmi.

Il trattamento fiscale previsto per la previdenza integrativa ed in generale per i fondi pensione è molto favorevole, dal momento che fino a un importo di 5.164 euro e 57 centesimi all'anno i versamenti ai prodotti previdenziali possono essere dedotti dal reddito Irpef. Anche i versamenti che vengono eseguiti per familiari fiscalmente a carico possono essere portati in deduzione, tenendo conto sempre dello stesso limite.

I vantaggi - perché conviene

  1. flessibilità;
  2. impignorabilità;
  3. vasta possibilità di scelta.

I prodotti previdenziali per le pensioni integrative sono flessibili perché permettono di modificare la periodicità dei versamenti, di cambiare gli importi o di sospendere i versamenti stessi quando e come si vuole. La disattivazione e la riattivazione dei versamenti non comportano alcun tipo di penalizzazione, senza dimenticare che una parte della somma che è già stata accantonata può essere richiesta e ritirata nel caso in cui ci si ritrovi a dover sostenere spese importanti. Insomma, non si deve pensare che i contributi versati siano - per così dire - persi per sempre.

Un'altra caratteristica molto apprezzabile della pensione integrativa è, come detto, l'impignorabilità della stessa: nel corso della fase di contribuzione, infatti, i creditori non possono compiere azioni esecutive nei confronti del patrimonio dei prodotti previdenziali. Questo implica, tra l'altro, che il patrimonio che è stato messo da parte possa essere adoperato per il pagamento delle rendite degli aderenti.

Infine, è bene mettere in evidenza la vasta possibilità di scelta che contraddistingue la previdenza complementare, in quanto sono molteplici le opzioni di prestazione pensionistica a cui si può fare riferimento. Per di più, si può anche scegliere quale sarà o quali saranno i beneficiari dei contributi versati.

I vantaggi successori

Un ulteriore aspetto che è opportuno prendere in considerazione a proposito della pensione integrativa è quello che chiama in causa i vantaggi successori. La posizione, in sostanza, viene attribuita agli eredi a meno che l'aderente non abbia deciso in modo diverso; ma tale posizione non rientra nel patrimonio ereditario, il che vuol dire che non è sottoposta al pagamento della tassa di successione.

Viceversa, la parte imponibile prevede l'applicazione della tassazione che è prevista per le altre prestazioni pensionistiche. Infatti la pensione integrativa che viene percepita presenta un regime fiscale agevolato in funzione del quale è assoggettata a una tassazione che va dal 9 al 15% unicamente la parte di rendita che proviene dai contributi che sono stati versati e, se presente, dal trattamento di fine rapporto che è stato versato. La variabilità tra il 9 e il 15% dipende dal periodo di partecipazione alle forme di previdenza complementari.

Risulta totalmente esente dalle tasse, d'altro canto, la parte di rendita che proviene dai rendimenti della gestione o dai contributi non dedotti. Va ricordato che è prevista un'aliquota massima del 20% per i rendimenti della gestione finanziaria; non c'è, invece, l'aliquota del 26% che riguarda solo le forme di risparmio finanziario come, per esempio, i fondi comuni.

Quando iniziare

Il consiglio è quello di pensare alla pensione integrativa il prima possibile: come è facile immaginare, tanto più rapidamente si inizia a contribuire alla previdenza complementare, quanto più la pensione integrativa si cui si potrà usufruire sarà consistente. Già all'inizio della carriera lavorativa occorre mettersi in azione, perché più in là viene rimandato l'inizio dei versamenti e meno abbondante è l'ammontare complessivo della pensione.

Conclusioni

Il ricorso alla previdenza complementare e a una pensione integrativa, in sintesi, si può rivelare molto vantaggioso sia sul piano pratico che sul piano economico, anche in virtù del trattamento fiscale agevolato di cui si può usufruire: non bisogna mai dimenticare, infatti, che per questo tipo di prodotti non è mai previsto il pagamento dell'imposta di bollo.

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